La Francia di Sarkozy
Luiss Guido Carli, Sala delle Colonne
12 novembre 2007, ore 11
Version Française
Il 6 Maggio 2007, Nicolas Sarkozy è stato eletto Presidente della
Repubblica con più del 53% dei voti. L’evento ha avuto un’eco
considerevole. In Francia la campagna presidenziale ha suscitato un’attenzione
enorme e la partecipazione elettorale è stata molto elevata. Particolare
attenzione, però, è stata suscitata anche in Italia e in generale
in tutta l’Europa, dove non si manifestava interesse per la politica
francese da moltissimi anni.
La Francia sembrava uno dei grandi Paesi malati dell’Europa. Tre grandi
choc attestavano la gravità della situazione francese. Nel 2002, la presenza
al secondo turno dell’elezioni presidenziali del responsabile del Fronte
Nazionale, Jean-Marie Le Pen. Nel 2005, la vittoria del “No” al referendum
sulla Costituzione europea. Infine, a novembre dello stesso anno, la rivolta
delle “banlieues”.
Nel 2007, invece, la campagna per le elezioni presidenziali e la vittoria di
Nicolas Sarkozy sembrano aver segnato una svolta importante. Le istituzioni della
Quinta Repubblica hanno mostrato la loro solidità mentre il sistema politico
continuava a registrare delle involuzioni. I principali candidati alle presidenziali
hanno tentato di rispondere, ciascuno a modo proprio, al profondo malessere della
democrazia, affrontando i temi cruciali dell’economia e della società francese.
Dopo la sua elezione, il nuovo Presidente della Repubblica è diventato
onnipresente e soprattutto sta cercando, a suo stesso dire, di rimettere la Francia
in movimento rivendicando uno stile pragmatico e una volontà di rottura
con il passato.
Quindi le gravi crisi – politiche, economiche, sociali e d’ identità -
che scuotevano la Francia si sono dissipate come per miracolo?
La situazione richiede un esame attento.
In occasione di questo incontro saranno analizzate: la situazione della Francia
alla vigilia delle elezioni presidenziali, gli scrutini presidenziali e legislativi,
i loro risultati. Si proverà a redigere un primo bilancio dell’azione
politica, economica, sociale, europea e internazionale del nuovo Presidente.
Si tratta, in definitiva, di valutare lo stato reale della Francia, negli aspetti
di continuità come nelle prospettive di cambiamento.