Da diversi anni il Nucleo di Valutazione LUISS si sta impegnando in una analisi sempre più approfondita e puntuale del terzo livello di formazione: il Dottorato di Ricerca (realizzando ogni anno una relazione sullo stato dei Corsi di Dottorato attivi).
Questa indagine, prima nel suo genere, risponde ad una precisa istanza conoscitiva, avvertita dal Nucleo di Valutazione di Ateneo: colmare il vuoto informativo da più parti riscontrato, sia in LUISS che a livello più allargato, che riguarda il futuro dei Dottori di Ricerca e il loro nuovo ruolo nel panorama delineatosi dopo la Riforma universitaria.
La presente indagine, infatti, mira ad indagare il destino professionale di tutti coloro che hanno completato un Corso di Dottorato di Ricerca in Luiss, analizzando gli esiti occupazionali e di studio che il Corso stesso ha prodotto.
Il profilo dei Dottori di Ricerca LUISS, così come si è delineato nel corso di questa prima Indagine, risulta caratterizzato dai seguenti aspetti, peraltro confermati per grandi linee sia dalle informazioni disponibili in letteratura, sia da altre indagini recentemente condotte:
- Provenienza da ambiente sociale medio/alto
- Il 53,3% dei Dottori di Ricerca intervistati si è laureato in una Università diversa dalla LUISS Guido Carli
- Preparazione di base elevata: oltre il 50% di loro ha conseguito 110/lode come voto di laurea, e poco meno del 20% la votazione di 110
- Soddisfazione considerevole espressa nei confronti del Corso di Dottorato frequentato (l’indice medio rileva un 83,3% di loro “molto soddisfatto” e “abbastanza soddisfatto” su alcuni degli aspetti considerati)
- Scelta di continuare nell’attività di studio e ricerca col fine ultimo di prepararsi alla carriera accademica. Ben il 75% degli intervistati ha intrapreso un Corso di Dottorato di Ricerca con la motivazione principale di prepararsi alla carriera accademica; in secondo luogo per approfondire gli studi (31,7%) e poi per interesse nei confronti della materia oggetto del Corso (28,3%). La stragrande maggioranza dei Dottori intervistati, il 68,3%, ha continuato, anche dopo aver terminato il Corso, una attività di studio o di ricerca (circa il 40% sono assegnisti di ricerca, il 15% è docente a contratto e il 10% ricercatore); una percentuale minoritaria ha invece intrapreso un’attività lavorativa diversa (28,3%)
- Forte motivazione: nonostante il basso guadagno ed anche l’età che si può considerare avanzata dal punto di vista lavorativo, è la passione a prevalere ed a spingere i Dottori di Ricerca alla scelta della loro attuale professione (55%); segue lo sbocco naturale degli studi (30%) e poi un altro elemento qualitativo: accrescere la professionalità (21,7%)
- Basso guadagno: nella maggior parte dei casi (36,7%) guadagnano una cifra mensile netta compresa tra i 1.250 e i 1.500 Euro. Un altro 20% guadagna tra i 1.500 e i 2.500 Euro. C’è una quota considerevole di intervistati (il 26,7%) che guadagna una cifra anche inferiore ai 1.250 Euro
- Prospettive di carriera limitate (il 53% di loro lamenta una scarsa stabilità e sicurezza del posto di lavoro)
- Soddisfazione complessiva nei confronti del lavoro/attività attuale: l’attività professionale svolta risponde agli interessi dei Dottori (96,5), permette di acquisire professionalità (91,7%), è coerente con gli studi effettuati (90%), garantisce autonomia (90%); inoltre i rapporti nell’ambiente di lavoro sono nel complesso buoni (86,7%) e il lavoro è divertente (86,7%)