Economists often like startling theorems, results which seem to run counter to conventional wisdom (Joseph Stiglitz)
Capita di rado che la fama dei grandi economisti superi i confini del mondo accademico e che la loro voce riesca a farsi sentire con autorevolezza nel dibattito internazionale. Joseph Stiglitz, formatosi all’Amherst College e al MIT, e professore a Yale fin da giovanissimo, può ben dirsi tra i pochi ad aver raggiunto anche questo risultato. Già insignito di importanti riconoscimenti (a partire dal prestigioso premio in memoria di John Bates Clark che la American Economic Association gli assegnò nel 1979), la brillante carriera del Prof. Stiglitz – che ha insegnato a Princeton, Stanford, al MIT e all’Università di Oxford prima del suo attuale incarico alla Columbia University di New York – ha trovato coronamento con il premio Nobel per l’Economia assegnatogli nel 2001 per il suo contributo alla teoria delle asimmetrie informative. Joseph Stiglitz è stato inoltre tra i principali autori del Rapporto Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici delle Nazioni che ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 2007.
Tra i principali creatori della cosiddetta “Economia dell’Informazione”, Stiglitz si è da sempre dedicato con passione e dedizione all’insegnamento e alla diffusione delle sue idee. Le sue opere, tradotte in numerose lingue, possono considerarsi altrettanti capitoli di un vero e proprio manuale per comprendere il presente e il futuro.
Tra le sue pubblicazioni tradotte in lingua italiana si ricordano: Principi di microeconomia (con Carl Walsh, Heopli 1999; 2004); Principi di macroeconomia (Bollati Boringhieri 2001); In un mondo imperfetto (Donzelli 2001); La globalizzazione e i suoi oppositori (Einaudi 2002; 2003) I ruggenti anni Novanta (Einaudi 2004; 2005); La globalizzazione che funziona (Einaudi 2006; 2007) e, con Linda Bilmes, La guerra da 3000 miliardi di dollari (Einaudi 2009).
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