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Studio e umiltà: come vincere il concorso diplomatico

I recenti vincitori del concorso diplomatico hanno incontrato i nuovi allievi del corso LUISS SoG

Diplomatici SoG

Riccardo Filippo, Isidoro Nigri e Giulio Maria Raffa sono i tre ragazzi che, dopo aver frequentato il corso intensivo di preparazione al concorso per la carriera diplomatica organizzato dalla LUISS School of Government, hanno vinto il concorso per lavorare come segretari di legazione in prova al Ministero degli Esteri. Invitati a partecipare a una lezione del Professor Raffaele Marchetti di fronte ai nuovi allievi del corso della SoG, hanno raccontato le tappe del loro percorso, dato i loro consigli e risposto a tutte le curiosità degli altri aspiranti diplomatici.

Dei tre, Riccardo ha svolto il suo intero percorso in LUISS studiando Relazioni internazionali nel Dipartimento di Scienze politiche. L'idea di tentare la carriera diplomatica si è fatta in lui più concreta dopo un'esperienza di stage presso la Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea a Bruxelles grazie ai programmi CRUI del Ministero degli Esteri. "Lo stage è stato un momento determinante nelle mie scelte successive. Su suggerimento della mia relatrice, la Professoressa Elena Sciso di Diritto internazionale, ho deciso di seguire il corso di preparazione della LUISS. È stato un corso importante da tanti punti di vista: mi ha dato modo di riprendere tutte le materie degli anni universitari e di riprenderle con una certa sistematicità, approfondendo alcune tematiche molto importanti per il concorso".

Anche Giulio ha realizzato che la sua strada era la carriera diplomatica dopo uno stage presso la Rappresentanza Permanente d'Italia a New York. Laureato in Scienze politiche alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, ha scelto proprio il corso di preparazione della LUISS fra gli altri per la qualità del corpo docente, il numero di studenti del corso e le strutture dell'Università. "È stato una buona palestra dove allenarsi per il concorso. La preparazione è un'esperienza che ti assorbe e la possibilità di sfruttare le banche dati online e di studiare fino a tardi nelle strutture è un'ottima opportunità".

Isidoro invece ha sempre avuto in mente la carriera da diplomatico fin da quando ha iniziato il suo percorso di studi a Perugia. "Sapevo che sarebbe anche potuta andare non troppo bene, ma quello era il mio obiettivo primario. Così, quando il mio relatore di tesi di laurea, il Professor Francesco Clementi, mi ha segnalato il corso della SoG ho deciso di fare un passo avanti verso questo sogno".

Story Diplomatici SoG

Di fronte ai nuovi studenti del corso e alle loro domande, uno degli argomenti che ha suscitato maggiore curiosità riguarda i risultati delle simulazioni offerte dal corso delle cinque diverse prove previste dal concorso. "Le simulazioni sono importanti anche per capire quali fra le cinque materie è il vostro punto forte o punto debole, così da focalizzare la preparazione sulle carenze personali" dice Giulio. "Affezionatevi alle cose che studiate: ci sarà sempre un libro che non avrete letto e i professori sono i primi ad avere l'umiltà di dire che è impossibile essere esaustivi. Quello che conta è ciò che portate lì con la vostra testa e la vostra penna". "Il concorso richiede di tarare la propria attitudine mentale – aggiunge Isidoro – quindi occorre una concentrazione intensa e una dedizione esclusiva. Ma il fatto che si tratti di una prova molto competitiva non esclude che non possiate lavorare in gruppo. Anzi, studiare in coppia aiuta a confrontarsi meglio sui punti di forza e di debolezza della propria preparazione e a porvi rimedio".

Ora che per loro si avvia davvero il percorso come segretari di legazione alla Farnesina, l'emozione del successo si confronta con le naturali paure, con le giuste ambizioni e con il senso di responsabilità. "È un grande onore che incute un certo timore – dice Riccardo - c'è grande entusiasmo, tanta voglia di iniziare e un po' di umiltà nell'approcciarsi di fronte a un compito così importante come rappresentare il mio paese". "Sono contentissimo di cominciare a fare questo tipo di lavoro che vivo davvero come servizio – conclude Giulio. Ho sempre trovato bella l'idea di lavorare per lo Stato e di poter restituire un po' di quello che ci viene dato".