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Il progetto SPINTAN presenta i primi dati negli USA

La ricerca LUISS Lab sui beni intangibili nel settore pubblico

Cecilia Jona-Lasinio LUISS Lab

Il progetto SPINTAN è una ricerca innovativa sugli investimenti pubblici immateriali finanziata dalla Commissione Europea e nella quale il LUISS Lab for European Economics svolge un ruolo di primo piano. All'inizio di gennaio, la coordinatrice del team LUISS nel progetto, Cecilia Jona-Lasinio, ha partecipato alla conferenza annuale dell'American Economic Association per presentare i primi risultati dei lavori di fronte alla comunità scientifica internazionale.

"SPINTAN sta per Smart Public Intangibles e ha come obiettivo principale l'analisi del ruolo dei beni intangibili nella pubblica amministrazione e lo studio delle interazioni fra settore pubblico e privato che generano effetti positivi sulla crescita economica" racconta la ricercatrice. "Per beni intangibili si intendono gli investimenti che puntano a riorganizzare e gestire in modo più efficiente la pubblica amministrazione, come gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo, oltre al training e al capitale organizzativo".

Al progetto partecipano undici istituti europei, fra i quali figura anche l'OCSE. "In questa prima fase il lavoro si focalizza sulla misurazione degli investimenti in beni intangibili, una stima che non è mai stata fatta prima in letteratura. Ad oggi abbiamo stimato gli investimenti in beni intangibili per 15 paesi europei più gli Stati Uniti, grazie a un lavoro a stretto contatto con il Conference Board di New York. Nell'immediato futuro prevediamo di estendere la misurazione a 22 paesi europei più Cina, Brasile ed India".

In collaborazione con i colleghi del Conference Board e dell'Imperial College di Londra, Jona-Lasinio ha presentato i risultati del primo anno di ricerca alla conferenza di Boston. "La presentazione è stata fatta di fronte a un pubblico internazionale qualificato ed eterogeneo, che annotava, tra gli altri, anche Leonard Nakamura, vicepresidente della Federal Reserve Bank di Philadelphia e padre della teoria economica alla base della nostra ricerca. Tutti i presenti hanno colto l'originalità e le potenzialità del nostro lavoro sia rispetto alle ruolo degli intangibles come nuove fonti di crescita economica sia per le notevoli implicazioni di politica".

Il prossimo passo prevede la pubblicazione di un lavoro sulle metodologie per la misurazione degli investimenti intangibili nel settore pubblico e sui primi risultati empirici, che sarà presentato al convegno della prima metà del progetto. "A primavera avremo un Midterm Meeting ospitato dal NIESR di Londra (un altro degli istituti che partecipano al progetto) dove ci confronteremo sulla definizione dei metodi di misurazione dei beni immateriali. Nel frattempo, la produzione di stime va avanti e per aprile avremo tutte le serie storiche, dal 1995 al 2013, per tutti i paesi europei inclusi nel progetto. A seguire, daremo avvio ai primi studi formalizzati sull'interazione fra settore pubblico e privato ed emergeranno le prime verifiche sull'effettiva esistenza degli effetti di spillover tra settore pubblico e privato".

Lo scopo mira quindi a rivoluzionare il quadro delle fonti di crescita su cui si costruisce il nostro sistema economico. "Una volta quantificati e analizzati i contributi alla crescita da parte degli asset intangibili, nella fase finale del progetto, cercheremo di formalizzare l'impatto e le implicazioni dei nostri risultati sulle eventuali scelte di politica economica. L'obiettivo sarà di fornire dei suggerimenti di politica economica per l'agenda per la crescita alla Commissione Europea, tenendo conto dell'interesse crescente che l'analisi delle nuove fonti di crescita sta suscitando anche oltre oceano. Come, ad esempio, al Bureau of Economic Analysis, dove già da tempo sono impegnati nell'analisi di tali argomenti".