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Il futuro dei bimbi in un mondo internazionale

Una ricerca LUISS racconta cosa desiderano le neomamme per il futuro dei loro figli

Mercoledì 11 marzo nell'Aula Magna della sede LUISS di Viale Pola, i docenti LUISS Paolo Boccardelli, Matteo De Angelis e Riccardo Resciniti hanno presentato la ricerca Il futuro dei bimbi: cosa chiedono le mamme, promossa da LUISS Business School in collaborazione con l'azienda di gioielli Lucebianca.

Matteo De Angelis LUISSIl lavoro riguarda il tema molto discusso dell'incapacità dell'Italia nel trattenere i giovani talenti, visto attraverso gli occhi delle madri che oggi hanno figli dagli zero ai sei anni. A parlarne assieme ai tre professori della LUISS, erano presenti Paolo Verde, Presidente di Lucebianca, Vincenzo Caputo, Vicepresidente Confindustria Giovani, e Alessandra Servidori, Consigliere Nazionale di Parità al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

"Il fine della ricerca è indagare cosa pensano le neo-mamme di oggi sul futuro della società italiana e cosa sperano per i loro figli quando questi dovranno andare in università" racconta De Angelis, professore di International Business e Marketing presso il Dipartimento di Impresa e Management. "A partire da un data set di 11.348 mamme fornito dall'azienda Lucebianca, la domanda che abbiamo rivolto era: 'Dato il sistema occupazionale e il sistema di valori che potranno affermarsi nel medio e lungo termine, vi sentireste in colpa a trattenere i vostri figli in Italia?'"

Dall'indagine sul campione emerge che il 38% delle intervistate pensa che la situazione resterà uguale, contro il 35% di mamme ottimiste del fatto che la situazione economica italiana migliorerà e il 27% di quelle che pensano peggiorerà. In questo quadro, le mamme pensano che un miglioramento delle prospettive occupazionali sia poco probabile e immaginano il futuro dei loro figli proiettato fuori dai nostri confini, sia per studio che per lavoro. "C'è una progressiva globalizzazione della mentalità dei genitori e delle mamme, in continuità con i loro titoli di studio: sono mamme un po' più aperte alle sfide dell'era moderna, che conoscono le nuove tecnologie e il loro potere di avvicinamento da ogni parte del mondo".

Riprendendo i racconti dei ragazzi che vivono all'estero raccolti da Enzo Riboni in Addio per sempre?, presentato il 26 febbraio in LUISS, De Angelis spiega come l'obiettivo della ricerca sia anche capire di quali dinamiche di formazione l'Italia ha bisogno non tanto per far restare gli italiani in patria, ma per attrarre studenti e professionisti dall'estero. "La componente di internazionalizzazione è fondamentale. Da parte sua, la LUISS cerca sempre più di formare giovani adatti al mercato globale: professionisti che conoscono le lingue e che hanno competenze tecniche, umane e intellettuali".