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Un impegno nell'antitrust per l'Europa

Il laureato LUISS Antonio Caruso oggi è funzionario di ruolo nella Direzione Generale Concorrenza della Commissione Europea a Bruxelles

Antonio Caruso Alumni LUISS

"In un'Europa sempre più competitiva e vibrante, non si può voltare la schiena al proprio passato e trascurare le proprie radici". Laureato alla LUISS nel 1997, Antonio Caruso oggi è avvocato e funzionario di ruolo nella Direzione Generale Concorrenza della Commissione Europea a Bruxelles. La sua storia comincia a Catania, la sua città d’origine, da cui decide di allontanarsi per studiare Giurisprudenza alla LUISS. "Era una scelta di rottura – racconta Caruso - una necessità di dimostrare di potercela fare con i miei meriti. Ma anche una grande responsabilità. Ripagare con studio e sacrifici l'investimento dei miei genitori, che ancora ringrazio per avermi permesso di vivere esperienze uniche come i corsi di Giuliano Amato, Giovanni Conso, Roberto Pardolesi, Nicolò Lipari e altri veri maestri".

È anche grazie a questi maestri che nel 1997 decide di specializzarsi in diritto della concorrenza con una tesi su un tema poco conosciuto: I danni da violazione di norme anti-monopolio. "Con una pacca sulla spalla il mio relatore, il professor Pardolesi, mi disse che su questo tema avrei lavorato per dieci anni. In realtà, ci ho lavorato per almeno quindici anni e in qualche misura continuo ancora a lavorarci. Solo l'anno scorso il tema è diventato l'oggetto di un'importantissima direttiva europea!"

Dopo esperienze in studi legali e master all'estero, il passaggio per entrare alla Commissione Europea si apre lavorando per l'autorità italiana della concorrenza. "Trascorso qualche anno a Roma, cominciai a rendermi conto che la politica della concorrenza aveva una testa a Bruxelles e tante braccia, le autorità nazionali, non ancora ben coordinate. Era il momento di tentare la fortuna alla conquista di Bruxelles. In Commissione approdai come esperto nazionale distaccato, mantenendo un legame con l'autorità italiana, e via via ho trovato opportunità per restare e integrarmi nella cosiddetta eurocrazia".

Antonio Caruso Cover StoryPer anni si impegna nella lotta ai cartelli, gli accordi di prezzo e di spartizione più dannosi per i consumatori e il mercato, prima di avvicinarsi a tematiche dal respiro sempre più ampio, concentrandosi sul settore agroalimentare e in seguito sugli aiuti di Stato nel settore dell'energia e tutela dell'ambiente. "A mio avviso, il presente e il futuro dell'Europa si gioca nella materia della politica degli aiuti di Stato. Nel senso che le regole in tema sono uno degli strumenti più efficaci e di forte impatto per validare o limitare misure statali di politica economica a seconda della proporzionalità e conformità agli obiettivi europei (ambientali/energetici, di coesione, e in politiche settoriali, finanza, TLC trasporti e infrastrutture etc.)".

Sia per l'Europa come istituzione che per i singoli stati membri dell'Unione, spiega Caruso, si tratta di un processo fondamentale. "La sfida per gli Stati membri è concentrare le attività su politiche economiche volte alla crescita e all'impiego di risorse nel modo più efficiente, ad esempio nel settore dei fondi strutturali e di coesione. Per uno stato come l'Italia, è importante mantenersi al passo degli altri, nella promozione degli investimenti e nel rispetto delle regole. Per le istituzioni europee, la sfida è invece mantenere un level playing field equo fra stati membri, facilitare il percorso di politiche economiche virtuose e, nel futuro, guidare e promuovere le politiche di investimenti".

Da Catania a Roma e poi a Bruxelles, il percorso di Antonio Caruso non si lascia alle spalle nessuna persona o esperienza importante incontrata lungo il cammino. "Ogni giorno mi incontro e scontro con i migliori colleghi di ogni nazionalità, avvocati di prestigio e amministrazioni di élite, ma non potevo non cercare di incontrare ex luissini. Ho creduto fin dall'inizio al network dei laureati LUISS e ricordo di aver partecipato con curiosità ed entusiasmo ai primi incontri per la creazione dell'associazione. L'associazione degli Alumni è un formidabile strumento di crescita personale e professionale, oltre a un tributo doveroso all'Alma Mater che ci ha fatto studiare e formato, e, perché no, un contributo alla valorizzazione del sistema-Italia all'interno delle istituzioni Europee. Perché se non si capisce l'importanza di riconoscere le professionalità e riconnettere fra loro i laureati con l'università d'origine, si rischia di restare sterili o produrre piante nane".