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Islam: storia e opportunità per un futuro di pace

La professoressa Corrao spiega etica e politica della cultura islamica in un libro LUISS University Press

Corrao Buttafuoco LUISS UP

Il libro Islam, religione e politica della Professoressa Francesca Corrao, docente ordinario di Lingua e cultura araba e direttrice del Master in Economia e istituzioni dei paesi islamici della School of Government, ripercorre la storia della cultura islamica attraverso i secoli. Pubblicato nella collana Piccole Introduzioni della LUISS University Press, il volume è stato presentato mercoledì 28 ottobre presso l'Istituto Luigi Sturzo di Roma in un incontro con il Professor Sebastiano Maffettone e il giornalista Pietrangelo Buttafuoco.

"Oggi si parla molto del mondo islamico come un problema – afferma la Professoressa Corrao - quando invece per i paesi che si affacciano nel Mediterraneo dovrebbe essere una risorsa. Il libro racconta l'evoluzione dello stato islamico classico e moderno, spiegando come si è arrivati al presente e presentando un ventaglio ampio di realtà economiche, sociali, culturali, politiche e giuridiche che aiutano a capire quanto sia articolata e complessa la cultura islamica e quanto siano diverse le posizioni degli intellettuali all'interno dei 22 stati del mondo arabo".

Corrao Islam LUPCome nella maggior parte delle culture che hanno una tradizione lunga e complessa, anche nell'Islam l'ampiezza e la varietà delle idee non convivono sempre in modo pacificato. "All'interno dell'Islam coesistono correnti di pensiero diverse, che vanno dai conservatori moderati ai radicali, dai liberali tolleranti ai nazionalisti intransigenti, dai fondamentalisti ai mistici. Costruire il consenso è uno dei cardini della società: nell'Islam l'armonia della comunità è un principio irrinunciabile. In passato, quando c’è stata un'opposizione forte anche se minoritaria e marginale è stata marginalizzata ed espulsa dalla comunità. Si sono manifestate forme di eterodossia molto violente, famose per la loro ferocia come quella degli Ḥashshāshīn (una frangia violenta di ismailiti sorta durante l'età delle Crociate e da cui deriva il termine assassino), ma sono gruppi che interpretano in modo 'molto particolare' alcuni versetti del Corano".

Anche l'autoproclamatosi califfato noto come IS agisce nel nome di un'interpretazione deviata dell'Islam e del Corano. "Dallo studio dell'etica e della politica islamica, ci rendiamo conto che le forze del cosiddetto Stato Islamico portano avanti una politica molto distante dai principi dell'islamismo classico. I principi fondamentali che il buon musulmano esprime nell'etica e nella vita quotidiana sono la compassione, la tolleranza, la solidarietà verso i poveri. Le informazioni che leggiamo nella stampa tendono a generalizzare quanto è espressione di un gruppo di intolleranti estremisti. Le azioni dei terroristi nascono come frangia violenta interna all'Islam e le prime vittime sono i musulmani, come dimostra l'omicidio del conservatore del sito archeologico di Ebla in Siria. Il cosiddetto 'scontro di civiltà' è il riflesso di un violento attacco contro il governo al potere perché corrotto e colluso con l'Occidente".

Mentre le minacce sono note e condannate da molti musulmani, il contributo alla storia dell'Europa è poco studiato. "La presenza islamica nel medioevo europeo è stata fondamentale per lo sviluppo del sistema bancario, della filosofia, della matematica, della letteratura e della poesia. Per questo ritengo fondamentale la conoscenza, che passa attraverso l'educazione al dialogo e la disponibilità all'ascolto: ci sono grandi opportunità ovunque si voglia costruire dei valori condivisi".

Il lavoro della Professoressa Corrao è una riflessione sull'integrazione, oltre che un resoconto sul pensiero etico e le istituzioni politiche del mondo arabo. "Per citare Pico della Mirandola, dobbiamo mettere al centro la dignità dell'essere umano. La carità, la fratellanza, il rispetto dell'uomo sono linguaggi universali e bisogna operare assieme per arginare la frange più violente di ogni cultura. Non dobbiamo farci condizionare da chi urla per creare paura e vuole intimidire con lo spauracchio del terrore, perché così facciamo solo il gioco dell'IS".