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Come creare un modello di TV internazionale: il caso Israele

Il Professor Mensi analizza gli elementi del successo dei format israeliani

Maurizio Mensi LUISS TV Israele

Giovedì 7 aprile, alle ore 18 nell'Aula Toti del campus di Viale Romania, LUISS ospita un incontro in collaborazione con APT – Associazione Produttori Televisivi intitolato Format Italia: Perché Israele esporta televisione e noi no? Per rispondere alla domanda, il Professor Maurizio Mensi, docente di Diritto dell'informazione e della comunicazione presso il Dipartimento di Scienze Politiche, ha curato la ricerca Analisi degli elementi giuridico-regolamentari incidenti sull'internazionalizzazione dei format televisivi israeliani, che verrà presentata in apertura dell'evento.

"La ricerca nasce da una riflessione avviata dal Ministero dello Sviluppo Economico (Comunicazioni) e dal Ministero dei Beni Culturali, insieme alle associazioni del settore audiovisivo (Anica e Apt) e i principali broadcaster (Rai, Mediaset, Sky) sulle misure più efficaci per rafforzare la presenza del prodotto audiovisivo italiano sui mercati internazionali" spiega il Professor Mensi. "L'analisi del settore ha rivelato una situazione piuttosto preoccupante, sia nell'ambito della cosiddetta scripted television (serie tv) sia della non scripted tv (reality, talent, factual, game-show, ecc). In una fase in cui il mercato televisivo internazionale è in espansione, a fronte di un'ampia produzione nazionale di fiction (con ottimi ascolti sulle reti generaliste), la vendita di serie tv italiane all'estero si riduce a pochi casi isolati (Romanzo criminale, Gomorra). Nell'ambito dei format, tra gennaio 2013 e giugno 2014 l'Italia è risultata il quinto paese al mondo per importazione dall'estero, ma non ne ha esportato nessuno".

Fra i paesi di maggiore successo, accanto ad Inghilterra e Stati Uniti troviamo Israele, che con concept semplici, bassi budget e un alto tasso di adattabilità gioca da protagonista sul mercato internazionale. "Pensiamo a In Treatment, a Homeland, a programmi come I Can Do That!: format esportati in tutto il mondo.
"Se si considerano le dimensioni del mercato di Israele, con un assetto istituzionale sostanzialmente assimilabile a quello italiano, il successo appare davvero straordinario. Sono presenti in quel paese meccanismi di incentivazione alla produzione di contenuti televisivi simili a quelli vigenti in Europa, che creano evidentemente un ambiente favorevole alla nascita di numerosi format. Si tratta di obblighi regolamentari a carico delle emittenti che impongono quote del tempo di trasmissione riservate ai programmi prodotti in loco oltre a risorse finanziarie a sostegno di tali produzioni. Ma ciò non basta a rendere vincente un modello".

LUISS Format Italia IsraeleScopo della ricerca e della tavola rotonda che si tiene alla LUISS è dunque capire quale sia il segreto della tv israeliana e come sia possibile applicare una ricetta israeliana all'Italia. "La formula vincente può essere sintetizzata in una parola: internazionalizzazione. Dal punto di vista commerciale, sono le dimensioni ridotte del mercato israeliano a costituire un incentivo per lo sviluppo di prodotti internazionali. Quello che fa di Israele un quid unicum che funge da modello ispiratore è poi il contesto favorevole, anche di carattere culturale, stimolato a puntare sul mercato anglofono. Per le case produttrici locali, in particolare per quelle medio-piccole e per le startup, risulta più conveniente proiettarsi sul mercato internazionale in lingua inglese, ​in grado di offrire maggiori possibilità di successo, data la vastità dell'audience e la gamma diversificata di prodotti da proporre".

Un elemento distintivo è la capacità dell'industria televisiva israeliana di dar vita a un circolo virtuoso basato su un know how che le consente ideare format in modo efficace anche sotto il profilo dei costi."Un aspetto importante è la spiccata propensione al rischio, l'attitudine a non dare nulla per scontato e giocare ad armi pari anche con soggetti di dimensioni maggiori in un mercato aperto" conclude il Professore. "A ciò si aggiunge la capacità di combinare la creatività con l'uso di tecnologie d'avanguardia. Nonostante le produzioni operino talora con budget ridotti rispetto ad altri paesi, il sistema è ​in grado di formare e valorizzare giovani con esperienze internazionali che conoscono i gusti e le attitudini di un pubblico abituato a contenuti di alta qualità".