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LUISS Open: il referendum catalano, la democrazia e il diritto alla rivoluzione

La rubrica del Professor Pellegrino propone una riflessione sul referendum in Catalogna

LUISS Open Referendum Catalogna

La vicenda del referendum catalano mette in campo due questioni: innanzitutto, il problema della legalità e della democrazia – secondo il governo centrale spagnolo il referendum non sarebbe legale, ma andrebbe contro la Costituzione vigente –; in secondo luogo, il problema dell'indipendenza e dell'autodeterminazione – secondo molti i catalani avrebbero un diritto all'indipendenza, cioè a un'autonomia maggiore di quella che hanno, e chi ha promosso il referendum intendeva sollecitare un pronunciamento plebiscitario in questa direzione.

L'intersezione fra le due questioni ne genera una terza: se il referendum è illegale, allora l'indipendenza richiesta, ed eventualmente realizzata, diventa non tanto un nuovo ordinamento costituzionale democraticamente sancito di una realtà statale che si divide o realizza sfere di autonomia, ma si può considerare una vera e propria secessione unilaterale e non consensuale – secessioni consensuali sono per esempio quella della Norvegia dalla Svezia nel 1905 o quella del Quebec ammessa da un giudizio della Corte suprema del Canada nel 1998.

Secondo alcuni, per esempio Cass Sunstein, un diritto alla secessione non può essere riconosciuto da una Costituzione, perché questo significherebbe incoraggiare le minoranze dissenzienti a secedere o a minacciare di farlo, invece che a partecipare al gioco democratico per far prevalere le loro idee. Allen Buchanan ha suggerito un diritto di secessione reso più difficile da vincoli supermaggioritari e di altro tipo, come nel caso della revisione costituzionale. Nella filosofia morale e politica c'è stata, abbastanza di recente, una discussione sull'etica della secessione, cioè sulle ragioni morali che possono portare una parte della popolazione a secedere. Le migliori teorie del diritto di secessione, come si vedrà, non giustificano le aspirazioni secessioniste dei catalani.

Per alcuni, il diritto alla secessione è paragonabile al diritto alla rivoluzione – cioè al diritto di ribellarsi quando i governanti abbiano violato in maniera estrema e sistematica i diritti umani fondamentali dei cittadini, diritti di cui può anche far parte, secondo Allen Buchanan, il diritto di una minoranza a ottenere procedure legali di autodeterminazione compatibili con la sovranità nazionale. In questa teoria, la secessione costituisce l'extrema ratio contro ingiustizie gravi e persistenti: si tratta di un rimedio a precedenti ingiustizie, una sorta di secessione per giusta causa.

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