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LUISS Guido Carli

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Il discorso di Sergio Marchionne alla LUISS

Il grande manager italiano ospite nel nostro Ateneo per la Cerimonia di premiazione della Rotman European Trading Competition 2016

Il testo proposto è un estratto del discorso che Sergio Marchionne ha tenuto alla LUISS in occasione della Cerimonia di premiazione della Rotman European Trading Competition il 27 agosto 2016. Di seguito il video integrale:

"Una cosa che mi hanno chiesto di fare oggi è parlarvi delle capacità e delle qualità personali che una multinazionale come la nostra si aspetta da chi entra a far parte della nostra organizzazione – da un leader del 21° secolo.

Inizierò a farlo condividendo con voi la mia esperienza di quando avevo più o meno la vostra età. Quando io ho iniziato a lavorare, credevo di dover imitare il mio capo: uno duro, senza cuore, tutto concentrato su un'esecuzione perfetta e veloce. Pensavo che fosse quello il modo per diventare un leader, e quindi mi comportai anch'io così per un certo tempo. Poi, un giorno, entrai nell'ufficio del capo delle risorse umane e gli dissi che avrei voluto fare il direttore finanziario. Lui mi guardò e mi rispose: "Non succederà mai e poi mai".

E mi spiegò perché no. In pratica, mi disse che mi mancavano le qualità umane per rapportarmi con le persone. Uscii da quell'ufficio praticamente devastato. Fino ad allora, avevo emulato il direttore finanziario e, in tutta onestà, pensavo di aver fatto anche un buon lavoro. Quella conversazione mi ha portato a una ricerca introspettiva. Iniziai a farmi molte domande, a chiedermi chi volevo diventare e quale fosse la mia vera anima. Mi resi conto che mi ero comportato contro la mia stessa natura e sentii il bisogno di cambiare. Iniziai a capire che un approccio basato sul comando e sul controllo funziona nel breve periodo, perché la gente fa quello che dici solo per timore. Ma è un limite enorme su quanto a lungo ti seguiranno e quanto bene faranno il loro lavoro.

Ora non cerco di emulare più nessuno.

Il mio modo di essere oggi è completamente coerente con la mia natura, e mi sento a mio agio nel fare quello che faccio. Allo stesso modo, in FCA così come in Ferrari e CNH, non ci interessano gli individualisti, persone che credono di essere "superstar". L'era dell'uomo solitario che ha successo imponendo la propria volontà su un'intera organizzazione è morta e sepolta. Io personalmente passo l'equivalente di un mese all'anno per valutare circa mille leader e impostare la loro carriera, perché credo nell'importanza della leadership in modo viscerale e religioso.

Il resto del discorso su LUISS Open