Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.

LUISS Guido Carli

Logo LUISS

LUISS Open: Tra fake news e no vax rimangono poche certezze

Il pensiero del Professor Mirko Daniel Garasic sui vaccini

No Vax LUISS Open

La scorsa estate è stata caratterizzata, oltre che dalla tremenda tragedia del crollo del ponte di Genova, da un attacco senza precedenti da parte di vari "esperti" della rete (che in alcuni casi potrebbero essere definiti troll) nei confronti di un virologo di fama mondiale: il nostro italianissimo Roberto Burioni.

La sua colpa – stando alle invettive (e le minacce di morte) delle persone dietro ai vari (spesso senza nome) account Twitter che lo bersagliavano quotidianamente – è quella di permettersi di difendere la validità scientifica dei vaccini. Di diffondere la malsana idea che non solo servano, ma che (addirittura) si possa pensare di parlare di doveri da parte del cittadino verso la comunità – nello specifico, cercando di spiegare che 1) no, non c’è correlazione alcuna tra autismo e vaccinazione; 2) i "sani" dovrebbero avere la sensibilità e saggezza di rendersi conto che sono loro a dover difendere le persone sulle quali i vaccini non funzionano (il famoso effetto gregge che evidentemente ad alcuni proprio non va giù come approccio etico alla vita prima ancora che medico); 3) non vaccinarsi può ricreare le condizioni per l'affiorare di malattie che credevamo ormai debellate o non più mortali (vedi i recenti casi di morti legate al morbillo).

L'avanzare dell'ignoranza come caratteristica della quale andare fieri è una delle terribili malattie che ci hanno colpito negli ultimi decenni (magari ci fosse un vaccino), e purtroppo Burioni non è l'unico esperto italiano e internazionale che abbia dovuto confrontarsi con l'abbrutimento morale che sta attraversando trasversalmente questo paese.

Nel libro La coscienza di Ippocrate (LUISS University Press, 2018) prendo in esame il triste e preoccupante caso di Ilaria Capua, una virologa di fama internazionale costretta a subire accuse infamanti senza uno straccio di prova. Anche questa offensiva verso un nostro scienziato è molto rappresentativa di una certa tendenza ad attaccare la scienza e la medicina (più in generale "gli esperti") che ha preso piede in questi ultimi anni, in particolare attraverso la rete.

Come ci ricordava Umberto Eco nella sua lectio magistralis a Torino nel 2015 internet ha sicuramente contribuito ad ampliare la gittata delle varie teorie deliranti che in passato si spegnevano nell'osteria stessa in cui venivano espresse. In altre parole, per citarlo direttamente: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività».

Leggi il resto dell'articolo su LUISS Open