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LUISS Open: Ecco perché, sulla politica economica, l'Italia può decidere liberamente

Il pensiero di Daniel Gros sull'attuale stato della politica fiscale italiana

42pm

È opinione diffusa che la bocciatura da parte della Commissione [Europea] del bilancio proposto dal governo italiano lo scorso ottobre abbia contribuito al nuovo aumento dello spread sui titoli di stato italiani. Questo collegamento, tuttavia, non ha basi reali.

Esaminando attentamente quello che può fare l'Unione Europea, si deve giungere alla conclusione che si tratta di una "tigre di carta", nel vero senso della parola: l'UE può soltanto inviare lettere e ammonimenti a Roma.

Per il momento lo scontro sembra l'ipotesi più probabile. Esiste ovviamente anche la possibilità che il governo italiano cambi i suoi piani e tenti di giungere a un compromesso. Ma se questo non dovesse accadere la Commissione dovrà proporre al Consiglio Ecofin (formato dai ministri delle finanze) di aprire una procedura per "deficit eccessivo".

Tuttavia questa procedura, in realtà, è inefficace. Probabilmente ci saranno varie raccomandazioni rivolte all'Italia. Ma alla fine l'esito peggiore sarebbe una multa, che assumerebbe la forma di un deposito infruttifero relativamente esiguo (lo 0,2 per cento del PIL). Gli estensori di queste disposizioni, però, non avevano previsto le attuali condizioni dei mercati finanziari. In realtà un deposito "infruttifero" in un'era di tassi negativi potrebbe rivelarsi un vantaggio.

Esiste una differenza fondamentale tra le regole su deficit e debito e altre aree normative, quali la politica della concorrenza e le norme sugli aiuti di stato. Per esempio il Commissario responsabile della concorrenza dovrebbe porre il veto su qualsiasi piano di salvataggio per Alitalia. Pertanto il governo italiano non è libero di decidere come salvare la compagnia aerea di bandiera in perdita. Se la Commissione si oppone a un piano di salvataggio per Alitalia il governo italiano non può procedere lo stesso (come ha fatto per il bilancio).

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