HISTORY OF POLITICAL THOUGHT

Alberto Mingardi

Prerequisiti

Nessuno.

Risultati di apprendimento attesi

Al termine del corso, gli studenti avranno acquisito: la conoscenza delle principali posizioni dei pensatori classici nella storia del pensiero politico; la comprensione dei loro contesti storici; la capacità di leggere i classici con cura, precisione e acume; la capacità di analizzare criticamente (e trarre conclusioni su) posizioni e argomenti contrapposti; la capacità di collocare argomenti diversi all'interno delle principali tradizioni del pensiero politico occidentale. Fra le competenze trasversali, il corso svilupperà la capacità degli studenti di comunicare, oralmente e per iscritto, posizioni teoriche/politiche motivate.

Contenuti Del Corso

Il corso offre una introduzione alla storia del pensiero politico del mondo occidentale. Alla fine del corso, lo studente conoscerà le principali scuole di pensiero della storia del pensiero politico, sarà in grado di coglierne differenze e affinità, avrà familiarità con le risposte più rilevanti che sono state offerte, nella storia, alle grandi domande che pone la vita politica. Perché gli uomini vivono in società? Quali regole agevolano tale convivenza? Che cosa si intende per "politica"? Perché le grandi parole della politica (libertà, giustizia, diritti) sono sempre ambigue? Che cos'è lo Stato moderno e come si differenzia da altre forme di convivenza? Quale è lo spazio dell'immaginazione in politica? Quale è lo spazio della consuetudine, dell'uso, dell'abitudine? Il corso si articolerà per momenti didattici dedicati all'esame di alcuni grandi autori (quali Platone, Aristotele, Machiavelli, More, Hobbes, Locke, Montesquieu, Hume, Smith, Rousseau) e delle loro opere principali. La storia degli eventi rappresenterà un riferimento, per l'opportuna contestualizzazione della storia delle idee.

Testi Di Riferimento

Durante il corso, verranno esaminati estratti da alcune delle principali opere della storia del pensiero politico occidentale. Gli estratti saranno resi disponibili agli studenti via Internet prima delle lezioni. Il corso prevede anche la lettura di alcuni testi narrativi, a integrazione delle opere del pensiero politico in senso proprio. Agli studenti non frequentanti di lingua italiana, per la preparazione all'esame si consiglia la lettura di L.M. Bassani e Alberto Mingardi, Dalla polis allo Stato. Introduzione alla storia del pensiero politico, Torino, Giappichelli, 2022.

Metodologie Didattiche

Il corso si articolerà in lezioni frontali. I materiali da discutere in aula saranno pubblicati online prima delle lezioni, nella speranza che gli studenti possano acquisirne familiarità in anticipo. La partecipazione attiva sarà apprezzata e premiata con un punto extra nel voto finale, per chi abbia già raggiunto il 18/30. Il corso prevedrà due dibattiti fra squadre di studenti (sulle differenze fra Platone e Aristotele in tema di proprietà privata, e su utopia e prudenza nella teorizzazione politica).

Modalità di verifica dell'apprendimento

Il voto sarà espresso in trentesimi. La prova intermedia inciderà per il 35% del voto finale, l'esame finale per il 65%. La prova intermedia sarà uno scritto della durata di un'ora. Per l'esame finale gli studenti avranno a disposizione tre ore. Gli studenti che non sostengono l'esame finale nella sessione estiva potranno mantenere il voto della prova intermedia fino al periodo d'esami invernale. Entrambe le prove prevedono domande aperte che richiedono una riflessione filosofica. Gli studenti avranno una possibilità di scelta fra le domande a cui rispondere. Concorreranno alla valutazione la conoscenza dei materiali discussi in aula, la precisione nell'esporli e la corretta contestualizzazione storica dei diversi autori. Si terrà conto della partecipazione attiva in aula, nella misura di un punto extra per chi abbia già ottenuto un punteggio superiore a 18/30. Gli studenti non frequentanti sosterranno un esame orale. Per l'orale, oltre ai materiali del corso, gli studenti non frequentanti dovranno preparare un testo aggiuntivo da discutere con l'esaminatore, a scelta fra: Alexis de Tocqueville, Memoir on Pauperism (1835); Thomas Babington Macaulay, Of the Civil Disabilities of the Jews (1831); Karl Marx, La guerra civile in Francia (1871).

Criteri per l’assegnazione dell’elaborato finale

Gli studenti interessati possono contattare direttamente il professor Mingardi, amingardi@luiss.it.

Settimana 1

Introduzione al corso. Dopo una presentazione del corso (metodo, materiali, valutazione), verrà discussa la natura della teoria politica e come la conoscenza della storia del pensiero possa essere utile per risolvere alcune delle ambiguità del vocabolario politico. Verrà discusso l'uso opportuno della conoscenza storica ai fini della riflessione politica. Verranno esaminate le caratteristiche specifiche della modernità politica. Verranno presentate, nei loro tratti fondamentali, le caratteristiche della politica nelle polis greche e la loro perdurante importanza nel mondo moderno. Testi di riferimento: Jacob Burckhardt, The Greek and Greek Civilization, 1898, cap. 3 "The Polis" Friedrich Schiller, The Legislation of Lycurgus and Solon, 1790

Settimana 2

Platone e la giustizia. Verrà presentato, nei suoi tratti fondamentali, il pensiero politico di Platone. La sua filosofia sarà collocata sullo sfondo del dualismo tra il mondo sensibile, mutevole e imperfetto, e il mondo delle Forme — entità eterne e immutabili (bene, bellezza, giustizia, unità) di cui le cose sensibili sono copie imperfette. Nella Repubblica, questa metafisica diventa teoria politica attraverso l'analogia tra anima e città. Nei dialoghi più tardi, Platone sviluppa una teoria del governo della legge, che verrà interpretata come un momento fondativo nella storia della rule of law nel mondo occidentale. Testi di riferimento: Platone, Repubblica, libro VII, 514a-520a — l'Allegoria della Caverna (ca. 375 a.C.) Platone, Repubblica, libro V, 457c-466d, 473c-e (ca. 375 a.C.) Platone, Leggi, libro IV, 714b-715d (ca. 360 a.C.)

Settimana 3

Aristotele e la scienza politica. Verrà presentato il profilo di Aristotele come pensatore politico, in confronto a Platone. Verrà presentata la riflessione di Aristotele sulla natura della polis e della cittadinanza, la sua classificazione dei regimi politici. Verranno individuati i tratti fondamentali della dottrina aristotelica del governo misto. Nella terza sessione della settimana, attraverso un dibattito in aula si individueranno le differenze nell'approccio di Aristotele e Platone ai temi della vita buona e della proprietà privata, cercando di esplorarne, con gli studenti, le perduranti influenze sul mondo contemporaneo. Testi di riferimento: Erodoto, Storie, libro III, 80-84 (ca. 430 a.C.) Aristotele, Politica, libro III, capp. I-XIV (ca. 330 a.C.) Aristotele, Politica, libro IV, capp. XI-XII (ca. 330 a.C.)

Settimana 4

Il diritto. Verranno presentati gli elementi fondamentali delle dottrine epicuree e scettiche, per sottolinearne la rilevanza ai fini della messa a punto del concetto di diritto naturale. Si discuterà il ruolo del diritto naturale nella Cristianità, riflettendo sulle implicazioni politiche nel mondo medievale (cristiano) e nell'età moderna (dal diritto naturale ai diritti naturali: la Giunta di Valladolid). Testi di riferimento: Epicuro, Massime capitali, 31-40 (ca. 300 a.C.) Cicerone, De re publica, III, 22 (51 a.C.) Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae I-II, q. 94, a. 2 (ca. 1270) Bartolomé de Las Casas, Disputa sulla sottomissione degli indigeni (Giunta di Valladolid, 1550-1551): brani sulla libertà e i diritti naturali dei popoli indigeni. In vista della discussione in aula, agli studenti è consigliato vedere i film La Controverse de Valladolid di Jean-Claude Carrière e Mission di Roland Joffé.

Settimana 5

Realismo e interesse. Si discuteranno le caratteristiche della modernità politica e in particolare dello Stato moderno. Attraverso il Principe di Niccolò Machiavelli, si affronterà la questione di che cosa implichi un approccio realista alla politica. In questo contesto, verrà discussa l'interpretazione del ruolo dell'interesse e la separazione fra morale e politica e più in generale fra valutazione delle intenzioni e valutazione degli effetti. Verrà discusso il ruolo dell'interesse e delle passioni nelle dottrine politiche moderne, attraverso la Favola delle api di Mandeville. Testi di riferimento: Jacob Burckhardt, Lo Stato come opera d'arte (da: La civiltà del Rinascimento in Italia, 1860) Niccolò Machiavelli, Mandragola, brani scelti (1524) Niccolò Machiavelli, Il Principe, capp. VI, IX, XV, XVII, XVIII, XIX, XXIV, XXV (1513) Bernard de Mandeville, La favola delle api (1714)

Settimana 6

Thomas Hobbes. Verranno presentate le tesi di Thomas Hobbes, a partire dal contesto (rivoluzione inglese) e dalla biografia di Hobbes. Particolare attenzione sarà dedicata all'interpretazione hobbesiana del concetto di "stato di natura" e alla sua versione del "contratto sociale". L'approccio di Hobbes a diritto e legislazione sarà presentato in dialogo con quello di Edward Coke. Testi di riferimento: Thomas Hobbes, Leviatano, cap. XIII, "Of the Natural Condition of Mankind" e cap. XIV, "Of the First and Second Natural Laws, and of Contracts" (1651) Thomas Hobbes, A Dialogue Between a Philosopher and a Student of the Common Laws of England, brani scelti (1666, pubblicato postumo nel 1681) (https://nlnrac.org/critics/legal-positivism/primary-source-documents/dialogue-between-a-philosopher-and-a-student.html). In vista della discussione in aula, agli studenti è consigliato vedere il film Cromwell di Ken Hughes.

Settimana 7

John Locke e Montesquieu. Nella prima parte della settimana, verranno presentati due approcci radicalmente alternativi a quello di Hobbes: la teorizzazione di John Locke verrà esplorata in quanto radicalmente alternativa all'opzione hobbesiana. Verrà dedicata attenzione ai suoi sviluppi americani (Thomas Jefferson) e ci si interrogherà sui possibili esiti più radicali (Lysander Spooner). Nella terza sessione, verrà presentata la risposta offerta ad Hobbes da Montesquieu ne L'Esprit des lois. Le idee-cardine dell'opera (classificazione delle forme di governo, doux commerce, separazione dei poteri) verranno presentate alla luce della critica al dispotismo. Testi di riferimento: John Locke, Il secondo trattato sul governo, cap. II (sez. 4-9), cap. III (sez. 21-23), cap. VI (sez. 87-89), cap. IX (sez. 123-131), cap. XI (sez. 134-140) (1689) Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti (1776) Lysander Spooner, No Treason No. 1, sez. II (1867) Montesquieu, Lo spirito delle leggi, libro I, cap. 1 (1748) D'Alembert, Elogio del presidente Montesquieu (1755)

Settimana 8

Hume e Smith. Il pensiero politico di David Hume e Adam Smith verrà presentato sottolineando il ruolo delle conseguenze non intenzionali dell'azione umana nella nascita delle istituzioni politiche (Darwiniani prima di Darwin). In particolare, verrà presentato l'approccio di Hume e Smith all'emergere della libertà dei moderni, collocandolo all'interno della polemica sul lusso. Verranno discusse le implicazioni del loro pensiero. Testi di riferimento: David Hume, Del perfezionamento nelle arti (1752) David Hume, Della gelosia commerciale (1758) Adam Smith, La ricchezza delle nazioni, libro I capp. 1-2, libro III cap. 3 (1776)

Settimana 9

Rousseau e l'età delle Rivoluzioni. Rousseau verrà presentato come una risposta di segno totalmente opposto all'approccio di Hume all'economia e alle istituzioni politiche. Ci si interrogherà sul ruolo dell'idea rousseauiana del "contratto sociale" nella Rivoluzione francese e sulla natura di quella Rivoluzione, autentico spartiacque della storia politica europea: rivolta liberale contro i privilegi? Tentativo di costruire a tavolino nuove istituzioni politiche, contro tradizioni e usi del passato? Quali dottrine politiche sono tutt'oggi fortemente debitrici degli eventi del 1789? Testi di riferimento: Jean-Jacques Rousseau, Discorso sulle scienze e sulle arti (1750) Jean-Jacques Rousseau, Il contratto sociale, libro I capp. 6-8, libro II capp. 1-3 (1762) Emmanuel Sieyès, Che cos'è il Terzo Stato?, cap. 5 (1789) Edmund Burke, Riflessioni sulla rivoluzione in Francia, brani scelti (1790) Anatole France, Gli dèi hanno sete, cap. XXV (1912)

Settimana 10

Fra cesarismo e libertà. Verranno esplorati i maggiori problemi con i quali i Paesi europei hanno cominciato a confrontarsi, man mano che andavano affermandosi sistemi politici ispirati ai principi liberali e democratici: il ruolo dell'opinione pubblica, la contrapposizione fra libertà individuale e libertà collettiva (nazionale), la tendenza della maggioranza a prevaricare le minoranze oppure ad affidarsi a leader che a loro volta manomettono il sistema democratico. Testi di riferimento: Benjamin Constant, La libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni (1819) Alexis de Tocqueville, La democrazia in America, vol. I, parte II, cap. 7 (1835) John Stuart Mill, L'asservimento delle donne, cap. I (1869) Lord Acton, Nationality (1862) Honoré de Balzac, Il medico di campagna, cap. 3 (1833)

Settimana 11

Il socialismo. Verranno discussi gli usi dell'espressione "socialismo" nel corso del diciannovesimo secolo, le dottrine cosiddette "utopiste", l'affermazione del materialismo storico. Verranno inoltre presentati alcuni sviluppi novecenteschi, post-marxiani, soprattutto rispetto al mondo anglosassone, e, sia pure per sommi capi, la maggiore critica teorica al concetto di economia pianificata. Testi di riferimento: Friedrich Engels, Socialismo utopistico e socialismo scientifico (1880; trad. ingl. 1892) G.D.H. Cole, Guild Socialism (1920) Ludwig von Mises, Il calcolo economico nel sistema socialista (1920; trad. ingl. 1935)

Settimana 12

Utopia, razionalità, distopia. La settimana conclusiva di lezione cercherà di dare conto della grande disillusione rispetto al ruolo e alla potenza della razionalità in politica, venuta determinandosi fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Contestualmente, verrà ripresa la questione del pensiero utopico, accennata nella seconda settimana di lezione, ricordando come il secolo delle utopie realizzate, il Novecento, abbia prodotto la distopia, non l'utopia, come genere letterario-politico d'elezione. La terza sessione, a conclusione del corso, si configurerà come un dibattito fra studenti sull'importanza dell'immaginazione utopica rispetto alla prudenza in politica. Testi di riferimento: Gustave Le Bon, Psicologia delle folle, libro II, capp. 2 e 3 (1895) Thomas More, Utopia, conclusione del libro II, "La loro vera repubblica" (1516) George Orwell, La fattoria degli animali, capp. 3 e 10 (1945)