La Luiss ricorda il Professor Dario Antiseri con un contributo di Giovanni Orsina

La Luiss ricorda il Professor Dario Antiseri con un contributo di Giovanni Orsina

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La Luiss Guido Carli ricorda con profondo affetto, stima e riconoscenza il Professor Dario Antiseri, già Professore Ordinario e Preside della Facoltà di Scienze Politiche del nostro Ateneo.

Allievo di Karl Popper, il Professor Antiseri è stato una delle figure più autorevoli del panorama filosofico contemporaneo e figura di riferimento del pensiero liberale. Insigne accademico, studioso e maestro appassionato, nel corso della sua carriera ha contribuito in modo determinante alla crescita dell’Ateneo, con rigore scientifico, rara capacità di visione e di innovazione, ispirando nel tempo docenti, ricercatori, allievi e studenti. La sua presenza ha rappresentato un punto di riferimento costante nella vita accademica della Luiss.

La scomparsa del Prof. Antiseri lascia un vuoto profondo nel mondo della cultura italiana e internazionale.

Alla sua famiglia e a tutti coloro che gli erano vicini va il cordoglio più sincero della Comunità Luiss.

 

Giovanni Orsina, Capo del Dipartimento di Scienze Politiche, ricorda così il Professor Dario Antiseri:

Dario Antiseri è stato innanzitutto un maestro. Il suo corso di Metodologia delle scienze sociali, insegnato per decenni al primo semestre del primo anno della laurea in Scienze politiche, era un modello di didattica universitaria. Rigoroso, ricolmo di riferimenti culturali, impartito con un’energia e un entusiasmo travolgenti, demoliva i pregiudizi degli studenti educandoli a ragionare attraverso la lettura dei classici della filosofia della scienza e del pensiero liberale. Memorabile la prima lezione, interrotta a metà da uno sconcertante «tutto quello che vi ho detto finora è falso». Non avrebbe potuto esserci introduzione migliore a un corso di laurea in scienze politiche che volesse non soltanto fornire agli studenti degli strumenti ma insegnare loro a maneggiarli consapevolmente e criticamente. O forse, ancora di più, a pensarli.

Mai dimentico delle proprie origini umbre e contadine, che rivendicava anzi con orgoglio, come studioso Antiseri era in piena armonia con la vocazione internazionale della Luiss. Non solo la sua ricerca e il suo insegnamento facevano riferimento alla grande tradizione occidentale di pensiero politico e scientifico, ma hanno svolto un ruolo cruciale nell’aprire il dibattito italiano, troppo spesso ideologico e provinciale, a un segmento cruciale di quella tradizione. Le sue opere sono state tradotte in molte lingue e hanno circolato ampiamente al di là delle Alpi.

Antiseri ha segnato Scienze politiche Luiss come intellettuale pubblico, infine. Collegato con la Confindustria e collocato a Roma, il nostro Ateneo è chiamato a contribuire al clima spirituale della sua epoca. E deve saperlo fare rispettando le forme, il rigore e il pluralismo che si addicono a un’istituzione accademica. Antiseri ha contribuito a porre l’università di Viale Pola al centro del dibattito culturale italiano facendosi instancabile promotore della libertà individuale e d’impresa.

Maestro, studioso, intellettuale pubblico, Antiseri era un uomo di carattere. Il che può voler dire pure, a volte, di cattivo carattere. Era un irregolare, una personalità troppo irrequieta perché la si potesse ingabbiare negli schemi disciplinari, nelle procedure organizzative e nelle logiche di potere che caratterizzano ogni mondo, incluso quello universitario. Non è stato certo l’unico irregolare nella Scienze politiche Luiss del suo tempo, basti pensare a Paolo Ungari e Luciano Pellicani. Irriducibile individualista, Antiseri non si stancava di insegnare che, alla fine, sono le persone a fare le istituzioni. Grandi irregolari fanno grandi istituzioni, anche a costo di renderle meno ordinate.

Dario Antiseri è stato Preside della Facoltà di Science politiche e poi direttore del Dipartimento di Scienze politiche. Come direttore del Dipartimento nel quale è confluita la Facoltà, oggi mi trovo a essere doppiamente il suo successore. È un’eredità gravosa ma il suo esempio detta una linea chiara: eccellenza nella ricerca, che se è eccellente non può che essere internazionale; una didattica che sappia entusiasmare gli studenti, che li fornisca di un bagaglio culturale ricco e profondo e soprattutto che insegni loro a pensare criticamente il proprio mondo; la capacità di uscire dalle mura dell’università e incidere un segno indelebile sullo spirito del proprio tempo. Per tenere vivo quest’esempio il Dipartimento di Scienze politiche organizzerà presto un convegno dedicato in primo luogo all’importante contributo di Dario Antiseri al dibattito scientifico. Crediamo che a lui avrebbe fatto piacere essere onorato così.

Giovanni Orsina
Direttore, Dipartimento di Scienze politiche