Osservatorio sulla Finanza per la Crescita delle PMI

Osservatorio sulla Finanza per la Crescita delle PMI

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Giorgio Di Giorgio

Coordinatore

Centro di Afferenza: Research Center per gli Studi Monetari e Finanziari “Mario Arcelli”
 

Le attività di ricerca dell’Osservatorio sulla finanza per la crescita delle PMI vertono sulla crescita dimensionale delle imprese come fenomeno che richiede combinazioni diverse di strumenti finanziari a supporto lungo l’intero ciclo di vita. 

Gli obiettivi di tali attività prevedono di identificare i drivers principali che determinano, in momenti diversi, adeguate strutture finanziarie dal punto di vista della disponibilità e del costo delle fonti. La metodologia di studio impiegata si basa invece sia su applicazioni di modelli teorici di corporate finance ed industrial organization che su tecniche econometriche adeguate a sfruttare l’enorme quantità di dati ora disponibile sia dal punto di vista cross section che di serie storiche. Possono essere utilizzati anche strumenti di analisi tipici della economia sperimentale e della finanza comportamentale. 

I temi di ricerca che saranno affrontati sono relativi all’individuazione degli ostacoli, sia dal lato della domanda che dell’offerta di capitale, che hanno indotto la ben nota sottocapitalizzazione delle imprese italiane e, sia pure con alcune caratteristiche distintive, di altri paesi europei, in particolare per quello che riguarda un mercato dei capitali spesso e liquido. 

Questi aspetti, sono già stati trattati in alcuni studi del Centro in partnership con società finanziarie ed associazioni di categoria, e hanno contribuito alla nascita del fervido dibattito attuale alimentato più di recente anche dalla diffusione del “Rapporto Draghi” e del “Rapporto Letta” in Europa e dalle dichiarazioni della Presidente Lagarde sulla opportunità di integrare maggiormente anche la supervisione sui mercati dei capitali, ancora frammentata a livello dei singoli stati membri. È un fatto che la Capital markets union, ormai in vita da dieci anni, non si sia realizzata e non abbia soddisfatto le aspettative iniziali. I mercati europei rimangono “piccoli” rispetto a quelli di altre piazze finanziarie, determinando per le imprese in cerca di "efficienza" e “liquidità” la tentazione di quotarsi altrove, molto spesso negli USA. I problemi riguardano l’intera filiera della finanza per l’impresa e in particolare quello della finanza per l’innovazione (angels, Venture capital, fondi tematici). Ne consegue il ritardo cronico, con rare eccezioni localizzate nei paesi del Nord e in Svizzera, dell’Europa rispetto a USA, Israele, Corea, Cina e parti dell’India. 

A questo proposito, l’Osservatorio intende istituzionalizzare ed estendere le attività già in essere nel Research Center per gli Studi Monetari e Finanziari “Mario Arcelli” su queste tematiche, rafforzando la partecipazione dell’Ateneo al dibattito in corso nel paese e in Europa su come meglio proseguire nella strada dell’integrazione dei mercati finanziari e nell’indirizzare la finanza al servizio dell’economia reale.

Questo richiede il coinvolgimento del risparmio privato e delle risorse degli investitori istituzionali, razionalizzando e potenziando gli strumenti incentivanti e le garanzie sin qui utilizzate, nel miglior mix domestico-europeo individuabile e coerentemente con gli obiettivi dei diversi soggetti in azione. Pur essendo l’Osservatorio focalizzato prevalentemente sulla finanza non bancaria, il ruolo delle banche non è affatto secondario nella definizione delle strutture finanziarie efficienti per la crescita dimensionale. Vanno anzi individuate e promosse iniziative di partnership strutturata tra sistema bancario e mercati dei capitali, pubblici e privati, liquidi e non, che consentono le migliori complementarità e non solo sostituzione nella fornitura di fonti finanziarie.