GEOECONOMIA E SICUREZZA ECONOMICA

GEOECONOMIA E SICUREZZA ECONOMICA

Alessandro Aresu

Risultati di apprendimento attesi

Al termine del corso, gli studenti saranno in grado di: ● Ricostruire una genealogia del pensiero geoeconomico, dalla tradizione mercantilista a Hirschman, fino al dibattito contemporaneo ● Analizzare l'interazione tra mercati, Stati e competizione geopolitica nelle sue forme storiche e negli assetti attuali ● Distinguere i modelli di capitalismo politico e comprenderne le implicazioni ● Valutare gli strumenti della sicurezza economica: screening degli investimenti esteri, controlli all'export, sanzioni, politica industriale, strumenti finanziari ● Valutare il ruolo delle tecnologie critiche — intelligenza artificiale, semiconduttori, spazio, infrastrutture digitali — nella ridefinizione dei rapporti di potere tra Stati e imprese ● Operare in un contesto professionale e istituzionale influenzato dalle nuove prospettive della sicurezza economica

Contenuti Del Corso

Nel dibattito pubblico, la geoeconomia e la sicurezza economica hanno un rilievo crescente. Quest’avanzamento è speculare all’arretramento della convinzione che l'interdipendenza commerciale garantisca di per sé la pace e la cooperazione. Nei decenni che seguono il 1989, dopo il collasso dell’Unione Sovietica e la fine della guerra fredda, si diffonde l’idea che la crescita degli scambi, la diffusione di catene del valore sempre più complesse e l'integrazione finanziaria possano contribuire a un ordine strutturale. La geoeconomia — il metodo che studia l'uso degli strumenti economici come prolungamento della rivalità tra Stati e altri attori politici — torna oggi al centro dell'agenda internazionale perché la competizione non si svolge solo sul terreno dei conflitti armati tradizionali ma su quello del controllo delle tecnologie critiche, delle infrastrutture di dati, delle supply chain e delle forniture energetiche. Le sue armi sono i brevetti, le restrizioni all'export, i dazi, le politiche di sussidio industriale, le reti di investimento nei paesi terzi, gli ecosistemi dell’innovazione. Lo scopo del corso è mostrare le categorie della geoeconomia e della sicurezza economica attraverso la loro genealogia nella storia del pensiero politico e dell’economia. Albert Hirschman aveva già mostrato nella sua prima opera, National Power and the Structure of Foreign Trade (1945), come l'interdipendenza commerciale non sia neutrale ma produca asimmetrie di potere strutturali, e come gli Stati che controllano nodi critici degli scambi dispongano di uno strumento di influenza politica che precede e affianca la forza militare. Nicholas Mulder, in The Economic Weapon (2022), ha ricostruito come le sanzioni economiche siano nate nel primo Novecento come alternativa consapevole alla guerra totale, con alterne fortune e un’eredità ambigua. In questo contesto, il corso propone una genealogia del pensiero geoeconomico e delle sue categorie fondamentali, e insieme un'analisi degli strumenti e dei modelli con cui gli attori principali del sistema internazionale —a partire da Stati Uniti e Cina — praticano oggi la sicurezza economica, in un contesto di crescente intreccio tra politica ed economia (capitalismo politico).

Testi Di Riferimento

● Alessandro Aresu, Le potenze del capitalismo politico. Stati Uniti e Cina, La Nave di Teseo, Milano, 2020 (passi scelti) ● Alessandro Aresu, Geopolitica dell’intelligenza artificiale, Feltrinelli, Milano, 2024 (passi scelti) ● Albert Hirschman, Potenza nazionale e commercio estero. Gli anni Trenta, l’Italia e la ricostruzione (1945), trad.it. il Mulino, Bologna, 1987 ● Nicholas Mulder, L’arma economica (2022), trad.it. Einaudi, Torino, 2025 (passi scelti)

Metodologie Didattiche

Lezioni frontali, commento ai testi, casi studio

Modalità di verifica dell'apprendimento

Partecipazione all'attività didattica in classe, altre modalità

Criteri per l’assegnazione dell’elaborato finale

Nessuno

Settimana 1

Parte I – La geoeconomia: genealogia e strutture concettuali (6 ore) La prima parte del corso costruisce l'impianto teorico e storico per leggere la geoeconomia contemporanea. Il presupposto è che le categorie con cui oggi si discute di sicurezza economica — dipendenza, vulnerabilità, autonomia, potenza tecnologica — non siano invenzioni recenti ma abbiano una genealogia nel pensiero moderno e nella storia ottocentesca e novecentesca. Origini del pensiero geoeconomico: il mercantilismo e Adam Smith ● Il mercantilismo come teoria sistematica della potenza economica ● La distinzione opaca tra obiettivi economici e obiettivi politici ● Attraverso Adam Smith, la nascita dell’economia politica e la questione della difesa e sicurezza nazionale

Settimana 2

Gli Stati Uniti: Alexander Hamilton e Alfred Mahan ● Alexander Hamilton e il Report on Manufactures (1791): la protezione dell'industria nascente degli Stati Uniti come argomento politico contro il libero scambio britannico, l'interdipendenza come asimmetria da correggere ● Alfred Mahan e la prospettiva del pensiero statunitense nell’espansione commerciale e militare, e nella presidenza di Theodore Roosevelt

Settimana 3

Gli Stati Uniti e la sicurezza economica ● La geoeconomia come categoria moderna: il fattore industriale e la “minaccia giapponese”

Settimana 4

Parte II – Albert Hirschman e l’arma economica (6 ore) La seconda parte approfondisce il nesso tra struttura del capitalismo e sicurezza economica, discutendo l’opera di Albert Hirschman come punto di riferimento di questo dibattito nel Novecento. Introduce inoltre la discussione sull’arma economica e sulle sanzioni, attraverso la ricostruzione storica di Nicholas Mulder. Albert Hirschman e la struttura del potere commerciale ● Il contesto di National Power and the Structure of Foreign Trade (1945): Hirschman scrive durante la Seconda guerra mondiale per capire come la Germania nazista avesse usato il commercio come strumento di dominazione politica sull'Europa centro-orientale ● L'asimmetria come principio: le relazioni commerciali bilaterali non sono mai simmetriche, e la parte che ha più da perdere dall'interruzione degli scambi è la parte politicamente più debole

Settimana 5

Albert Hirschman e la struttura del potere commerciale ● I limiti del doux commerce secondo Hirschman: la sua ricostruzione del concetto e la sua influenza ● La riscoperta di Hirschman nel XXI secolo: il suo lessico — dipendenza, asimmetria, vulnerabilità, leva commerciale — è diventato il vocabolario standard del dibattito sulla sicurezza economica

Settimana 6

L'arma economica: genesi storica delle sanzioni ● La nascita delle sanzioni economiche come strumento di politica internazionale nel periodo della Società delle Nazioni (1919-1939) ● Peacewar: il regime di pace-guerra e il suo rilievo contemporaneo ● Il paradosso dell'arma economica: più è efficace come strumento di coercizione, più rischia di radicalizzare il paese-bersaglio e precipitare il conflitto che intendeva evitare

Settimana 7

Parte III – Il capitalismo politico (6 ore) La terza parte introduce e discute il concetto di capitalismo politico, col presupposto che non esista un'unica logica del capitalismo contemporaneo ma logiche di potere differenti, in cui il rapporto tra Stato e mercato si adatta sia alla crescente interdipendenza commerciale che a nuove esigenze di sicurezza nazionale. Capitalismo politico: i concetti ● Il concetto di capitalismo politico: la distinzione tra un capitalismo orientato al mercato, in cui lo Stato definisce le regole del gioco ma non è un attore produttivo diretto, e un capitalismo orientato dallo Stato, in cui l'impresa privata viene sottoposta a vincoli di sicurezza nazionale ● Max Weber e il capitalismo politico: intreccio tra sicurezza e mercati, burocrazie e forma-Stato

Settimana 8

Capitalismo politico: i concetti ● L’osmosi tra Stato e mercato e la fine della guerra fredda ● Lo Stato imprenditore: un concetto sfuggente

Settimana 9

Capitalismo politico: le forme ● Gli Stati Uniti e il National Security State ● Da Mao Zedong a Deng Xiaoping: la questione cinese e il rapporto ambiguo col capitalismo

Settimana 10

Parte IV - Strumenti di geoeconomia applicata (6 ore) La quarta parte analizza alcuni strumenti concreti con cui gli Stati praticano e giustificano la geoeconomia: dallo screening degli investimenti alle sanzioni, dalla politica industriale al controllo delle tecnologie critiche. L'obiettivo è comprendere la logica operativa degli strumenti, i precedenti storici, le implicazioni sistemiche e i trade-off che comportano. Sanzioni e controlli sulle esportazioni ● Le tipologie di sanzioni e la loro funzione politica; la questione dell’extraterritorialità ● Controlli sulle esportazioni e chokepoints tecnologici

Settimana 11

Sanzioni e controlli sulle esportazioni ● Caso studio: il caso Huawei/HSBC e le sue implicazioni

Settimana 12

Tecnologie critiche e sicurezza economica: il caso dei semiconduttori ● La filiera dei semiconduttori e il paradosso dell’interdipendenza: struttura della catena del valore, concentrazione geografica estrema, vulnerabilità strategiche ● L'intelligenza artificiale come vettore di potere e la sua filiera industriale ● La dimensione materiale della tecnologia e le sfide del futuro