STORIA DELLE ISTITUZIONI E DELL’AMMINISTRAZIONE
Obiettivi formativi
Il corso mira a fornire le conoscenze storiche e gli strumenti concettuali e metodologici necessari per comprendere l'evoluzione dei sistemi istituzionali e amministrativi degli Stati europei dalla fine del XVIII secolo ad oggi.
Risultati di apprendimento attesi
1) Conoscenza e comprensione: lo studente acquisirà conoscenze approfondite riguardanti l’evoluzione dei sistemi istituzionali e amministrativi degli Stati occidentali nell’età contemporanea e i principali strumenti concettuali per pensare storicamente la loro parabola. Lo studente sarà in grado di comprendere l'evoluzione delle istituzioni politiche e dell'amministrazione pubblica, i loro nessi di causa ed effetto e la loro collocazione nel contesto spazio-temporale. La verifica delle conoscenze avverrà in itinere attraverso esercitazioni in classe e con verifica finale in forma orale.
2) Capacità di applicare conoscenza e comprensione: lo studente sarà in grado di pensare storicamente il contesto istituzionale e amministrativo in cui vive. Egli sarà così in grado di comprendere più compiutamente il presente in cui è immerso. Ciò gli fornirà conoscenze e strumenti concettuali utili per interpretare e affrontare con più consapevolezza il presente. L’abitudine a pensare e a discutere del presente in prospettiva storica consentirà allo studente di affinare il pensiero critico e le abilità argomentative. La valutazione del raggiungimento di tali obiettivi avverrà tramite la verifica finale e in itinere attraverso attività seminariale e di esercitazione.
3) Autonomia di giudizio: lo studente svilupperà una consapevolezza critica tale da analizzare la complessità della storia delle istituzioni e dell’amministrazione nei suoi molteplici aspetti. In questo modo egli sarà in grado di analizzare criticamente e in modo autonomo la realtà istituzionale e amministrativa in cui vive.
4) Abilità comunicative: lo studente maturerà la capacità di comunicare in modo chiaro e con linguaggio appropriato le competenze acquisite. Egli sarà in grado di argomentare il proprio punto di vista in modo critico, articolato ed efficace.
5) Capacità di apprendimento: lo studente sarà in grado di individuare autonomamente percorsi di approfondimento delle proprie conoscenze. Mettendo in pratica le metodologie apprese durante le lezioni frontali e le esercitazioni, lo studente sarà in grado di elaborare approfondimenti su tesi contrapposte, preparate con letture specialistiche; e di condurre ricerche mediante consultazione di testi e riviste specialistiche.
Contenuti Del Corso
La storia contemporanea dei sistemi liberal-democratici è strettamente intrecciata con gli sviluppi e i cambiamenti delle istituzioni che, nel tempo, hanno presidiato la rappresentanza politica garantendo che il popolo (o una parte di esso) potesse esercitare la sovranità, contro le pretese assolutistiche delle monarchie degli ancien régimes. Alcune di queste istituzioni, così come il loro funzionamento, sono state previste da Carte costituzionali e, per questo, possono essere definite “istituzioni di diritto”; altre invece sono state selezionate dal materiale svolgimento dei processi politici e, per questo, le indicheremo col nome di “istituzioni di fatto”.
Nel corso dell’evo contemporaneo le istituzioni della rappresentanza non sono sempre state le stesse, così come nel tempo si è anche modificato il mix tra “istituzioni di diritto” e “istituzioni di fatto”. Soprattutto, la loro importanza e il loro relazionarsi sono cambiati in considerazione delle realtà particolari nelle quali esse si sono trovate ad operare, dell’estensione più o meno ampia dei processi rappresentativi che si è inteso garantire, delle condizioni dello sviluppo tecnico-scientifico che le ha condizionate.
Sono possibili analisi particolari sui percorsi della rappresentanza in ogni singola realtà nazionale ma è anche possibile tracciare un quadro complessivo d’insieme che sappia cogliere le continuità, le svolte, i punti di rottura che hanno condizionato il fenomeno della rappresentanza politica evidenziando semmai per differenza, rispetto a questo schema unificante, le peculiarità di un singolo caso.
E’ proprio questo il percorso che seguiremo nel nostro corso di studi. Suddivideremo la storia della rappresentanza politica in quattro grandi stagioni: il tempo dei Parlamenti, il tempo dei partiti, il tempo della democrazia del pubblico, il tempo della democrazia immediata. Illustreremo le peculiarità di ognuna di queste quattro stagioni e ci soffermeremo sulle ragioni analitiche che giustificano il passaggio da un tempo storico all’altro. Infine, rapporteremo ognuna delle quattro fasi al caso italiano, provando a cogliere ed a spiegare coincidenze e discrasie con lo schema generale.
Testi Di Riferimento
Manuale di riferimento obbligatorio:
- Marco Meriggi, Leonida Tedoldi (a cura di), Storia delle istituzioni politiche. Dall'antico regime all'era globale, Carocci, Roma 2022.
Allo studio del manuale, obbligatorio per frequentanti e non frequentanti, va aggiunto un testo a scelta tra quelli di seguito indicati. Si tratta di libri che prendono in considerazione le origini moderne e contemporanee di tre grandi modelli istituzionali: l'inglese, il francese e quello americano. Lo studente, opzionando un volume, sceglierà di approfondire in particolare uno dei tre modelli:
- Charles Howard McIlwain, Costituzionalismo antico e moderno, il Mulino, Bologna 1990.
- G. M. Trevelyan, La rivoluzione inglese del 1688-89, Il Saggiatore, Milano 1968.
- Walter Bagehot, La Costituzione inglese, il Mulino, Bologna 1995.
- François Furet, Critica della Rivoluzione francese, Laterza, Bari-Roma 2004.
- Nicola Matteucci (a cura di), La Rivoluzione americana, Zanichelli, Bologna 1982.
Metodologie Didattiche
- Didattica frontale, lavori di gruppo, Seminari integrativi per l’approfondimento di tematiche specifiche;
- Una sessione di discussione, a conclusione di ognuna delle quattro scansioni tematico-cronologiche che caratterizzano il Corso di studi.
Modalità di verifica dell'apprendimento
L'esame orale consisterà nella verifica della conoscenza del manuale e di uno dei testi a scelta. Saranno oggetto del colloquio finale anche, e soprattutto, le tematiche trattate dal docente nel corso delle lezioni frontali.
La valutazione si baserà su:
1) Frequenza e partecipazione attiva al corso: 20%
2) Attività, esercitazioni e presentazioni di gruppo: 50%
3) Prova orale finale: 30%
Si ricorda che nella nostra Università la frequenza è obbligatoria. Tuttavia, per casi particolari e motivati, sarà possibile sostenere l’esame con un programma “non frequentanti”, che si compone di:
1) una tesina (5.000 caratteri, esclusa bibliografia) da consegnare almeno una settimana prima dell’appello di esame su una tematica attinente al corso di studio e da concordare preventivamente col docente, che inciderà per il 40% sul voto finale;
2) lo studio, oltre al manuale e al primo testo già previsti per i frequentanti, di un secondo testo aggiuntivo fra quelli indicati, che inciderà per il 30% sul voto finale;
3) Prova orale, che inciderà per il 30% sulla valutazione complessiva.
Criteri per l’assegnazione dell’elaborato finale
Lo studente che avrà validamente superato l’esame di profitto dovrà sostenere un ulteriore colloquio con il docente.
Settimana 1
L’età dei Parlamenti.
- La rappresentanza e la Glorious Revolution.
- La rappresentanza e la Rivoluzione americana.
- La rappresentanza e la Rivoluzione francese.
Settimana 2
- Il funzionamento del Parlamento in Inghilterra.
- Il funzionamento dei Parlamenti nel Vecchio Continente.
- Il funzionamento delle istituzioni in America.
Settimana 3
- Rappresentanza e Parlamento agli esordi dell’Unità italiana.
- Rappresentanza e rappresentatività al tempo del trasformismo.
- La crisi del parlamentarismo e Giolitti.
Settimana 4
L’età dei partiti.
- La nascita dei partiti e la rappresentanza in Gran Bretagna.
- Partiti e rappresentanza nel Vecchio Continente.
- I partiti e il funzionamento delle istituzioni americane.
Settimana 5
- Pro e contro i partiti: la nascita della moderna Scienza politica.
Settimana 6
- I partiti nell’Italia liberale.
- Il partito durante il fascismo.
- Il ruolo del partito nella transizione italiana alla democrazia.
Settimana 7
L’età della democrazia del pubblico.
- Rappresentanza, istituzioni e società nel secondo dopoguerra.
- L’avvento dei sistemi presidenziali e semi-presidenziali.
- La rappresentanza al tempo della televisione.
Settimana 8
- Mutamento dei cleavage e mutamento della rappresentanza nell’età post-industriale.
- Parlamenti, partiti e leader al tempo della democrazia del pubblico: come cambia la rappresentanza.
Settimana 9
- La strenua resistenza del partito di massa in Italia.
- I cambiamenti politico-istituzionali nell’Italia degli anni Ottanta.
- La rappresentanza e la transizione istituzionale alla “seconda Repubblica”.
Settimana 10
L’età della rappresentanza immediata.
- Democrazie nazionali e istituzioni sovranazionali al tempo della globalizzazione.
- Vecchie e nuove forme partito.
- La globalizzazione e la nascita dei populismi.
Settimana 11
- La rappresentanza politica nel passaggio dalla televisione alla Rete.
- La vita politica su Internet.
Settimana 12
- Effetti e crisi della democrazia del pubblico in Italia.
- La resistibile ascesa del populismo italiano.
- Gli ultimi sviluppi istituzionali: un termidoro italiano?