Luiss Open: Benvenuti nell’era del verosimile. Perché la tecnologia ha compiuto la definitiva fusione tra reale e virtuale

Luiss Open: Benvenuti nell’era del verosimile. Perché la tecnologia ha compiuto la definitiva fusione tra reale e virtuale

Un estratto dal volume "Magia nera. Il fascino pericoloso della tecnologia" del Professore Carlo Carboni 
image-6 Feb 2020 - 5:06pm

Quando Zygmunt Bauman scriveva di una società liquida, aveva ben colto la nuova realtà sociale percepita dalla gente, tanto che i suoi libri sono diventati dei veri bestseller venduti in tutto il mondo. Anche quando affermiamo che le nuove tecnologie ormai ci definiscono meglio delle relazioni sociali ed economiche, intercet­tiamo un “comune sentire”, ci caliamo nella dimensione percettiva dell’individualismo liquido, “amorale”. Questa dimensione però si discosta sempre più da come le “cose” sono in realtà e da come si evolvono nella società contemporanea.

La tecnologia è una dimensione del sociale di cui tener in gran conto a seguito della rivoluzione informatica e comunicativa degli anni Novanta (già a metà anni Ottanta, per un’élite sparuta, qua­si tutta californiana). Il senso di connessione – non i sogni, per ora utopici, d’intelligenza collettiva o inter-connettiva – è diventato un nostro istinto primario, che sistematicamente anteponiamo a situa­zioni e relazioni vis à vis. Il senso di connessione è ormai un sistema passante della nostra mente. È una traccia, una prova importante che per circa due miliardi di persone la fusione tra reale e virtuale sta partorendo una nuova mentalità.

L’affermazione di una nuova mentalità che usa tecnologie come protesi di empowerment individuale, però non comporta che altre dimensioni come quella morfologica a carattere socioeconomico o quella civica legata a diritti e doveri di cittadinanza si siano lique­fatte. Sono scolorite, hanno perso valore in una visione olistica della società mondo. Sono meno percepite dagli individui perché nelle reti relazionali tecnologiche i fattori di contesto tendono a collassa­re, ma sono tutt’altro che non vissuti.

Sulla scia della visione weberiana, resta valida una visione mul­tidimensionale della società mondo. L’individuo sociale è oggi attraversato da spinte economico-sociali, civico-istituzionali e tecnologi­che mediante le quali imbastisce visioni morali e culturali, plurime e individuali. Il mondo guarda alla tecnologia come nuova potente trazione, driver di un nuovo ordine sociale.

Leggi il resto dell'articolo su Luiss Open