Obiettivi formativi
Il corso si propone di far acquisire agli studenti le conoscenze necessarie ad una buona padronanza degli istituti della materia, nonché di sviluppare la capacità di consultare le fonti normative, di orientarsi nella loro interpretazione testuale e sistematica e di applicarle a casi concreti, anche nella prospettiva del passaggio ai corsi del profilo penalistico e del successivo esercizio di una professione legale.
Prerequisiti
Buona conoscenza delle nozioni di base di Diritto privato, Diritto costituzionale e Diritto penale.
Risultati di apprendimento attesi
Conoscenza e comprensione: A seguito della frequenza del corso, lo studente avrà acquisito le conoscenze fondamentali ai fini di una piena padronanza degli istituti del diritto processuale penale.
Le attività didattiche si articoleranno in lezioni frontali e in esercitazioni pratiche, dedicate principalmente all’esame, alla discussione orale e alla risoluzione scritta di casi e di altri quesiti, così da realizzare un confronto costante con l’elaborazione giurisprudenziale tanto interna, quanto sovranazionale.
Tale metodologia didattica consentirà inoltre di favorire l’interazione tra gli studenti e il docente e di soddisfare le esigenze legate al prevedibile futuro svolgimento di un’attività professionale.
Le testimonianze di esperti in vari settori (docenti, magistrati, avvocati) consentiranno di focalizzare tematiche di particolare interesse e attualità.
Le conoscenze saranno verificate attraverso lo svolgimento di un esame orale finale.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Lo studente, in virtù delle competenze acquisite attraverso la frequenza delle attività didattiche, saprà consultare senza difficoltà le fonti normative regolatrici della materia processualpenalistica e orientarsi nella loro interpretazione, anche sistematica.
Le esercitazioni svolte durante il corso permetteranno inoltre di incrementare le capacità di ricerca giuridica e di applicazione dei principi e delle norme di riferimento per la risoluzione di casi pratici, anche nella prospettiva dello svolgimento di attività professionali in ambito penalistico.
Le attività didattiche suindicate, stimolando l’interazione tra docenti e studenti, consentiranno di valutare progressivamente le competenze hard e soft conseguite da questi ultimi.
Infine, tali capacità saranno verificate attraverso l’esame orale finale.
Autonomia di giudizio: Lo studente, a seguito del corso, disporrà delle competenze, anche metodologiche, utili ai fini della ricerca e dell’interpretazione, in autonomia, delle fonti normative regolatrici della materia processualpenalistica.
L’approccio casistico applicato consentirà un adeguato sviluppo di abilità di analisi critica della legislazione vigente e dei relativi orientamenti dottrinali e applicativi, di risoluzione di problemi pratici, di confronto dialettico e di lavoro di gruppo.
Abilità comunicative: Al termine del corso, lo studente sarà in grado di padroneggiare e utilizzare correttamente il lessico giuridico processualpenalistico.
La discussione di casi e le altre esercitazioni consentiranno inoltre di sviluppare le abilità retoriche e comunicative dello studente stesso, il quale, anche attraverso l’interazione con il docente e con gli altri partecipanti alle attività didattiche, saprà modulare il lessico utilizzato in relazione alla varietà dei suoi interlocutori.
La capacità espositiva sarà valutata in occasione delle attività suindicate e del colloquio finale.
Capacità di apprendimento: La frequenza del corso permetterà allo studente di acquisire le competenze necessarie all’individuazione e all’interpretazione, in via autonoma, delle variazioni normative incidenti sulla materia processualpenalisstica, nonché alla ricerca e all’analisi ragionata dei nuovi orientamenti dottrinali e applicativi.
La familiarità acquisita con il lessico e il metodo argomentativo delle Corti nazionali e sovranazionali consentirà inoltre, in particolare, un agevole approccio all’analisi giurisprudenziale.
Tali competenze saranno quindi fruibili nell’attività di studio e aggiornamento autonomo rese necessarie dai percorsi di studio e professionali post lauream.
Contenuti Del Corso
Principi fondamentali.
Il sistema delle fonti del diritto processuale penale.
I soggetti del procedimento penale.
Gli atti.
Le indagini preliminari e l’udienza preliminare.
I procedimenti speciali.
Il dibattimento.
Le impugnazioni.
Il giudicato.
Le lezioni avranno a oggetto anche le modifiche alla disciplina del procedimento penale introdotte dalla Riforma Cartabia (d.lgs. n. 150 del 2022)
Testi Di Riferimento
Bargis, M. Compendio di procedura penale (Ultima edizione). Wolters Kluwer. Sono esclusi seguenti capitoli: VIII – Il procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, X – Esecuzione (dal par. 6 in poi), XI – Rapporti giurisdizionali con autorità straniere, XII – Processo penale minorile, XIII – Procedimento penale davanti al giudice di pace, XIV – Procedimento di accertamento della «responsabilità amministrativa degli enti». O, in alternativa: Alonzi, F. e a. (Ultima ed.). Diritto processuale penale. La Tribuna. Sono esclusi seguenti capitoli: Capitolo V, Sezione VI – Il procedimento monocratico introdotto con citazione diretta, Capitolo VII, § 2 e 3 – L’esecuzione e la giurisdizione penitenziaria, Capitolo VIII – La collaborazione internazionale tra autorità giudiziarie O, in alternativa: Tonini, P. & Conti, C. Manuale di procedura penale (Ultima ed.). Giuffrè Francis Lefebvre. Sono escluse le seguenti parti: Parte IV: cap. II – Il procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica; cap. III – Il procedimento davanti al giudice di pace; cap. IV: Il procedimento davanti al tribunale per i minorenni; cap. V: Il procedimento nei confronti degli enti per illeciti amministrativi dipendenti da reato Parte VI: cap. II: L’esecuzione penale.
Metodologie Didattiche
Le attività didattiche si articoleranno in lezioni frontali ed esercitazioni. In particolare, al fine di conseguire gli obiettivi di un percorso formativo che miri a realizzare un adeguato livello di capacità di elaborazione autonoma dei problemi e, al tempo stesso, permettere anche una “autosperimentazione” delle capacità espressive, saranno svolte – su specifiche tematiche – esercitazioni orali e scritte di carattere essenzialmente teorico-pratico, ove si affronteranno anche aspetti che coinvolgeranno l’analisi della giurisprudenza nazionale e sovranazionale su profili coinvolgenti istituti del processo penale (in particolare della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte di giustizia dell’Unione Europea).
Compatibilmente con le esigenze connesse allo svolgimento del programma di esame, saranno inoltre organizzati incontri con esperti in vari settori (docenti, magistrati, avvocati) per focalizzare tematiche di interesse e attualità che ruotano attorno ai “problemi” del processo penale nell’odierno contesto sociale.
Modalità di verifica dell'apprendimento
L’esame consiste in un colloquio orale in cui lo studente dovrà dimostrare di conoscere e comprendere i principi e gli istituti del diritto processuale penale e di saperli applicare a casi pratici sottoposti alla sua attenzione dal docente, attraverso la prospettazione di esempi concreti e la risoluzione di questioni interpretative.
Lo studente dovrà saper analizzare in autonomia le fonti normative del diritto processuale penale e gli orientamenti giurisprudenziali rilevanti e utilizzare correttamente il lessico tecnico-giuridico della materia, così dimostrando di aver conseguito la capacità di ragionamento giuridico e il metodo di studio e di apprendimento necessari a proseguire anche in autonomia l’approfondimento della materia.
Ai fini dell’attribuzione del voto in trentesimi si terrà conto dei seguenti criteri di valutazione:
- conoscenza e comprensione degli istituti e dei principi della materia e capacità di applicarli a casi concreti (70 %);
-proprietà del lessico tecnico-giuridico, capacità di individuare e interpretare in autonomia le fonti normative rilevanti e acquisizione del metodo di analisi giuridica e di studio (30 %).
La presenza di lacune formative su uno o più istituti o principi comporterà una valutazione insufficiente anche in presenza di una conoscenza di base della materia.
Criteri per l’assegnazione dell’elaborato finale
Buona conoscenza della materia, evidenziata dal voto riportato nell’esame finale; frequenza del corso.
Settimana 1
Obiettivi del corso.
1.2. Il diritto processuale penale.
1.3. Diritto penale e processo. Il problema del metodo.
1.4. I sistemi processuali. Sistema inquisitorio e sistema accusatorio. Il sistema misto. I caratteri del modello italiano.
1.5. I principi del procedimento penale: le norme costituzionali ed internazionali di salvaguardia dei diritti umani. In particolare, le regole sul "giusto processo".
1.6. Il contraddittorio soggettivo ed il contraddittorio oggettivo nel contesto dell'art. 111 Cost. –La casistica del processo adversary.
1.7. I giudici penali. La giurisdizione in senso oggettivo ed in senso soggettivo. I principi costituzionali.
1.8. La competenza: nozione. La competenza per materia. La competenza per territorio. La competenza per connessione. La ripartizione delle attribuzioni nell'ambito del tribunale.
1.9. La capacità del giudice: concetto e specie. 1.10. Le incompatibilità. L'astensione e la ricusazione. La rimessione del processo.
Esercitazione: Casistica e incompetenza funzionale.
Manuale Bargis: Introduzione – Capitolo I
Manuale Alonzi: Capitolo I
Manuale Tonini: Parte Prima, Capitoli I e II, Parte II, Capitolo I
Settimana 2
2.1. Il pubblico ministero: profili costituzionali ed ordinamentali. Le funzioni.
2.2. La polizia giudiziaria: le funzioni e la posizione istituzionale.
2.3. L'imputato e la persona sottoposta ad indagini. Il diritto al silenzio. La capacità d'essere imputato e la capacità processuale.
Esercitazione: La giurisprudenza nazionale e sovranazionale sul nemo tenetur se detegere.
2.4. Le indagini preliminari: profili oggettivi e soggettivi. Caratteri della fase: La notizia di reato, anche alla luce della recente riforma della giustizia penale. Le indagini pre - procedimentali.
2.5. Le condizioni di procedibilità.
2.6. La Riforma Cartabia e i criteri di priorità.
2.7. Le peculiarità delle indagini in rapporto alle diverse tipologie di reato.
2.8. I termini delle indagini e le novità introdotte dalla Riforma Cartabia.
2.9. Gli epiloghi delle indagini: archiviazione e richiesta di rinvio a giudizio.
Manuale Bargis: Capitoli I e V
Manuale Alonzi: Capitolo II
Manuale Tonini: Parte Seconda, Capitolo I, e Parte Terza, Capitolo I
Settimana 3
3.1. Gli interventi sulla libertà personale da parte della polizia giudiziaria: l’arresto e il fermo di indiziato di delitto. L’udienza di convalida, il contraddittorio, il diritto di difesa ed i regimi impugnatori.
3.2. I provvedimenti di sequestro: forme e regime di impugnazione.
3.3. Le intercettazioni.
Manuale Bargis: Capitolo IV
Manuale Alonzi: Capitolo III
Manuale Tonini: Parte Seconda, Capitolo VI
Settimana 4
4.1. La prova penale: concetto e specie. Le scelte sistematiche del codice di procedura penale nella disciplina delle prove. Il diritto delle prove: i princìpi costituzionali e le regole generali codicistiche. Il principio di legalità della prova.
4.2. I divieti probatori e l'inutilizzabilità.Il problema della prova incostituzionale e la teoria dell’ albero dei frutti velenosi”.
4.3. La valutazione della prova: il principio del libero convincimento e la motivazione della sentenza. I canoni legali di valutazione della prova.
4.4. La testimonianza: nozione ed oggetto. La testimonianza indiretta. L'obbligo di deporre ed il privilegio contro l'autoincriminazione. 4.5. Altre prove dichiarative: l'esame delle parti private e l'esame dell'imputato in un procedimento connesso o di un reato collegato.
4.6. La perizia: nozione ed oggetto. Le attività del perito e la loro valutazione.
Esercitazione: Le varie figure dei dichiaranti nel processo penale: casistica e problemi di inquadramento. I problemi dell’esame del perito.
Manuale Bargis: Capitolo III
Manuale Alonzi: Capitolo V, Sezione III
Manuale Tonini: Parte Seconda, Capitolo IV
Settimana 5
5.1. Le misure cautelari: principi generali e analisi delle singole figure.
5.2. I termini di durata massima delle misure cautelari.
5.3. La dinamica: applicazione, modificazione e perdita di efficacia. Il regime delle relative impugnazioni.
5.4. Le nuove figure di cautele in rapporto a nuove forme criminali (ad esempio stalking).
Esercitazione: Adeguatezza e proporzionalità delle misure e analisi della casistica giurisprudenziale.
Manuale Bargis: Capitolo IV
Manuale Alonzi: Capitolo III
Manuale Tonini: Parte Seconda, Capitolo VI
Settimana 6
6.1. L'udienza preliminare: natura e scopi della fase. I corrispondenti atti introduttivi.
6.2. Le modalità di svolgimento. Gli epiloghi dell'udienza preliminare.
6.3. Le regole di giudizio per il rinvio a giudizio e le modifiche introdotte dalla riforma Cartabia; gli adempimenti successivi all’udienza e gli atti introduttivi al dibattimento
Esercitazione Gli sviluppi atipici dell’udienza preliminare: le parti e il contraddittorio. Casistica e apporti giurisprudenziali.
6.4. Il giudizio abbreviato.
Manuale Bargis: Capitolo V
Manuale Alonzi: Capitolo IV
Manuale Tonini: Parte Terza, Capitolo IV
Settimana 7
7.1. I procedimenti speciali: tipologie e funzioni.
7.2. Aspetti particolari e casistica nei singoli riti alternativi.
7.3. Natura e funzioni dell’istituto della messa alla prova; le novità introdotte dal d.lgs. 150/2022.
Manuale Bargis: Capitolo VI
Manuale Alonzi: Capitolo IV
Manuale Tonini: Parte Quarta, Capitolo I
Settimana 8
8.1. Il dibattimento: caratteri generali. L'apertura del dibattimento. Le richieste di prova. L'ammissione delle prove: criteri e provvedimenti del giudice.
8.2. Il principio di correlazione tra accusa e sentenza. Le nuove contestazioni.
8.3. La discussione finale e la deliberazione della sentenza. Il principio d'immediatezza e le sue implicazioni: l’evoluzione giurisprudenziale e la lettura del principio nella riforma Cartabia. Le regole per la deliberazione da parte degli organi collegiali. La motivazione della sentenza dibattimentale. La decisione. Sentenze di condanna, di proscioglimento e di assoluzione. Le formule assolutorie. Le regole di giudizio e l'onere probatorio sostanziale.
8.4. L'istituto dell'esame incrociato e l’istruzione probatoria in genere.
8.5. L'esame del testimone: domande ammesse e domande vietate. I poteri del giudice nel corso dell'esame. L'esame dibattimentale del perito, del consulente tecnico e delle parti private. Il regime delle corrispondenti contestazioni. Le letture dibattimentali. I poteri istruttori del giudice dibattimentale.
Esercitazione: Il problema del testimone “da proteggere”: l’eccezionale regime di utilizzazione processuale delle dichiarazioni rese da teste esposto al rischio di violenza o collusione; l’esame “a distanza” dei testimoni vittime di reati sessuali e di minori; l’esame a distanza di altri soggetti.
Manuale Bargis: Capitolo VII
Manuale Alonzi: Capitolo V
Manuale Tonini: Parte Terza, Capitolo V
Settimana 9
9.1. Le disposizioni generali sulle impugnazioni e le diverse figure di impugnazione.
9.2. Le novità in tema di impugnazioni introdotte dalla riforma Cartabia.
Manuale Bargis: Capitolo IX
Manuale Alonzi: Capitolo VI
Manuale Tonini: Parte Quinta
Settimana 10
10.1. L’appello: linee generali e permanenza di alcune ambiguità di fondo.
10.2. Legittimazione all’appello e principio della parità delle parti. Il cd. patteggiamento in appello.
10.3. La motivazione della sentenza di appello in rapporto alla sentenza di primo grado e il problema della rinnovazione dell’istruzione dibattimentale in ipotesi di reformatio in peius.
Settimana 11
11.1. Il giudizio di cassazione. Caratteri generali del rimedio impugnatorio in rapporto ai casi di ricorribilità per cassazione.
11.2. Il problema del vizio di motivazione e del controllo sul fatto.
11.2. Il ricorso per cassazione oppure i ricorsi per cassazione? Analisi delle diverse ipotesi di ricorribilità in rapporto alla natura dei vizi dedotti.
11.3. Il rescindente e il rescissorio, con particolare riferimento al giudizio di rinvio, alla sua natura, ai vincoli del giudice del rinvio ed ai successivi eventuali rimedi impugnatori.
Esercitazione: Il concetto e l’applicazione pratica del criterio di inammissibilità per manifesta infondatezza. I problemi tra teoria e prassi non codificata.
Manuale Bargis: Capitolo IX
Manuale Alonzi: Capitolo VI
Manuale Tonini: Parte Quinta
Settimana 12
12.1. Le impugnazioni straordinarie. Il nuovo art. 628-bis c.p.p.
On campus
12.2. Il giudicato. È davvero ancora intangibile?
Manuale Bargis: Capitolo IX
Manuale Alonzi: Capitolo VI
Manuale Tonini: Parte Quinta