Obiettivi formativi
Dotare gli studenti di una coscienza critica della tradizione culturale dell'Occidente, e in particolare del nostro paese. Il compito che negli Stati Uniti assolve ad esempio il celebre programma - e corso propedeutico (previsto per ogni materia) - dei "Great Books" della Columbia University. Ossia i grandi libri in cui si racchiude il patrimonio della modernità. Con la convinzione che solo la cultura umanistica è capace di offrire una visione d'insieme dei problemi, al di là della frammentazione di competenze e specialismi. Negli Stati Uniti, al centro dell’impero, si riscopre l’utilità della cultura umanistica anche nelle facoltà di economia, diritto e scienze politiche, e nei master per manager aziendali.
Prerequisiti
Interesse alla "cultura umanistica" Intesa come capacità di visione generale, come approccio critico-riflessivo ai problemi, come pensiero "eretico"(o "non divergente", che poi è per John Dewey una definizione della creatività stessa ).
Risultati di apprendimento attesi
Allenamento allo spirito critico e a una attitudine interrogante sulla realtà. Acquisizione di una conoscenza,certo parziale ma al tempo stesso solida, coerente, della storia letteraria italiana a partire da una angolazione originale. Studio di alcune strategie e tecniche del discorso, che nel saggismo hanno avuto particolare fioritura, e che oggi riguardano la comunicazione pubblica (sfiorando dunque il campo della retorica e dell’argomentazione, dai bias cognitivi alle fallacie logiche nella discussione in un talk show).
Contenuti Del Corso
Il corso propone una storia ragionata del"saggio personale" entro la modernità, in particolare in Italia, da Machiavelli ad Alfieri, da Leopardi a Sciascia e Elsa Morante, e fino ai monologhi degli stand-up.
Con il saggio moderno, inaugurato dagli Essais di Montaigne nel '500 - ma sua volta debitore nei confronti di una tradizione che risale a Socrate e Plutarco, a Marco Aurelio e Seneca, a sant'Agostino e a Severino Boezio - il pensiero critico e "in prima persona" diventa genere letterario. Per "essai"si intende il saggio personale, autobiografico, idiosincratico, digressivo, prossimo alla conversazione, affine al memoir e alla prosa morale, non il saggio accademico, sia esso trattato, monografia, studio letterario o dissertazione. "La legge formale più intima del saggio è l'eresia"(Adorno, uno dei maggiori saggisti novecenteschi). E per De Maistre essere eretici significa solo pensare con la propria testa.
Testi Di Riferimento
Saranno commentate alcune opera"classiche", come il Principe di Machiavelli, I Ricordi di Guicciardini, lo Zibaldone di Leopardi, etc. – ma anche pagine da Calvino, Sciascia, Primo Levi, etc. -, delle quali verranno fornite fotocopie.
Metodologie Didattiche
Oltre alle lezioni teoriche frontali si prevede una costante attività pratica di esercitazioni da parte degli studenti, all'interno di un corso pensato come laboratorio di scrittura. Fin dalla prima lezione si inviteranno gli studenti a impegnarsi in vari tipi di scritture: recensioni e stroncature (di film, romanzi, TV, etc.), riassunti, microsaggi personali, reportage narrativi, aforismi e epigrammi, diari e autobiografie, relazioni e comunicazioni a convegni, etc.
Modalità di verifica dell'apprendimento
La verifica sarà continua e fortemente interattiva. Ma principale verifica sarà il paper finale: (max 10 cartelle, 30 righe per 60 battute)
Criteri per l’assegnazione dell’elaborato finale
L'assegnazione dell'elaborato, che deve vavere una stretta relazione con il corso stesso, avviene dopo un confronot con il docente
Settimana 1
La lunga "preistoria" del saggio, della scrittura "in prima persona": le Familiares di Petrarca (trecentocinquanta lettere, in cui attraverso l'uso dei classici il poeta intende dare una precisa immagine di sé), e prima ancora qualche cenno dalle undici epistole di Dante, benché di carattere prettamente politico.
Rinascimento e cultura umanistica: L.B.Alberti (Theogenius), Pontano (i libri delle virtù morali), poi nel '500 la precettistica (Castiglione, Della Casa, Guazzo)
Settimana 2
Ancora nel '500 le lettere di Machiavelli, le lettere e i Ricordi di Guicciardini, i Dialoghi di Tasso
Il capostipite: Montaigne, geniale dilettante "esperto" solo di se stesso, e gli Essais (1580)
Settimana 3
Protogiornalismo, la nascita dell'opinione pubblica e il ruolo delle riviste (dove la critica letteraria incontra il saggismo), Giuseppe Baretti e la "Frusta"(che si ispira alle riviste inglesi), ambiente illuministico (dove il genere saggistico si afferma compiutamente). Il saggista come intellettuale critico.
Tipologie di articolo giornalistico vicine al personal essay: l’elzeviro, la recensione, il commento di costume o la polemica culturale affidati a un opinionista esterno (scrittore, filosofo, sociologo, etc.).
Settimana 4
La Vita di Alfieri, che aveva come modello i saggi di Montaigne: "E forse devo lor tutto, se alcun poco ho pensato dappoi"
Lo Zibaldone di Leopardi, poeta-filosofo e filosofo-poeta: un pensiero in movimento, divagante e antisistematico. Anche il saggio leopardiano sul carattere degli italiani, di straordinaria attualità (le attuali strategie del Made in Italy dovrebbero meditarlo). La storia letteraria di De Sanctis come epopea della nazione e critica letteraria in forma di saggio. Le riflessioni morali di Manzoni e la sua critica all'utilitarismo.
Le Note azzurre di Dossi e la scapigliatura: "“molte grandi, molte belle cose disegnai, molte abbozzai, nessuna ho compiuto”. In fondo anche Pasolini, con la sua produzione tutta un po’ provvisoria, potrebbe apparirci come uno scapigliato.
Settimana 5
Il '900 come secolo del saggio (della interpretazione, della glossa, del commento): Gramsci (l'ultimo "lettore" d'Occidente)e Croce (l'antitesi del saggista: negazione di ogni traccia autobiografica, occultamto del suo caos interiore, cancellazione dell'esistenza vissuta con le sue esitazioni), ma anche D'Annunzio (grande comunicatore), Gobetti, Serra, Prezzolini, Papini, Longanesi..
Settimana 6
Chiaromonte, Silone e la rivista "Tempo presente", forse la più bella e cosmopolita rivista del dopoguerra, stretta fra le due "chiese" contrapposte, Partito Comunista e Democrazia Cristiana.
Chiaromonte come il più grande saggista Italiano del dopoguerra
Settimana 7
Flaiano, Savinio, Campanile: satira e comicità, impegno e frivolezza, critica scanzonata e appuntita della realtà.
Il comico, il riso, l'umorismo come elementi di una tradizione "repressa" nella letteratura italiana (ben presenti all'origine, con Boccaccio, ertc.)
Settimana 8
Radicalità del punto di vista femminile: Ortese e Morante critiche della nostra "civiltà", basata sulla forza. Il moralismo di Natalia Ginzburg. L'esperienza solitaria di Cristina Campo, "imperdonabile"(per usare un suo aggettivo-chiave) mistica antimoderna
Fallaci e Maraini ( e Murgia): modi diversi di declinare il "pensiero emotivo" femminile
Settimana 9
Neoilluministi: Calvino, Moravia, Sciascia, intellettuali riflessivi e inappartenenti, attratti dall'irrazionale ma di ispirazione razionalistica. L'enciclopedismo brillante di Eco.
Settimana 10
Pasolini e Saviano intellettuali pubblici contro il potere: due modi diversi e simili di essere eretici. Michela Murgia: la presenza del corpo e il discorso sulla malattia (il caso a parte di Greta Tunberg)
Settimana 11
La cultura pop e il pensiero critico: il tweet - concisione e sorpresa - come erede dell’aforisma, il blog come erede del personal essay. Fumetto, cinema, fiction TV e canzone: “South Park”, “Breaking bad”, i film di Kubrick e Cronenberg, strisce di Doonesbury, il performer Caparezza, gli stand-up comedian, da Saverio Raimondo allo Sgargabonzi. Bilancio conclusivo
Settimana 12
Bilancio conclusive. Discussione e brain storming