DINAMICHE INDUSTRIALI

Fabrizio Pompei

Obiettivi formativi

L'obiettivo principale di questo corso è di consentire agli studenti di comprendere e analizzare le forze che determinano la struttura e la dinamica dei settori industriali. Durante le lezioni verranno presentati i paper che rappresentano le pietre miliari sull’argomento, che verranno spiegati a lezione in modo da essere facilmente fruibili dagli studenti anche se in lingua inglese.

Prerequisiti

Sono richieste conoscenze preliminari di Economia Industriale e di Statistica Descrittiva. Gli argomenti di Economia Industriale da conoscere sono: i) teorie del consumatore e delle imprese; ii) concorrenza, equilibrio ed efficienza; iii) fallimenti del mercato, regolamentazione ed efficienza; iv) oligopolio; v) collusione; vi) Struttura ed evoluzione del mercato. Libro di testo Luis Cabral, Economia Industriale (Nuova edizione, 2018), Carocci Editore. Capitoli: 2, 3, 4, 5, 8, 9, 10. Gli argomenti di Statistica Descrittiva comprendono: i) definizione di campione e popolazione; ii) classificazione delle variabili e rappresentazioni grafiche; iii) misure di tendenza centrale; iv) misure di variabilità; v) misure di sintesi; vi) misure delle relazioni tra variabili; vii) relazioni lineari. Libro di testo, Newbold P., Carlson, W.L., Thorne, B., Statistica, seconda edizione (2010) Pearson. Capitoli: 1 (par. 1.2; 1.3); 2 (tutto).

Risultati di apprendimento attesi

1) Conoscenza e comprensione. Alla fine del corso gli studenti saranno in grado di: - Comprendere struttura ed evoluzione dei diversi settori industriali. - Comprendere struttura ed evoluzione delle imprese, con particolare attenzione all’imprenditorialità. - Concettualizzare i temi relativi alle specificità del sistema industriale italiano (distretti, reti e social innovation) - Sviluppare le capacità di analisi in ambito strategico. 2) Capacità di applicare conoscenza e comprensione Alla fine del corso lo studente sarà in grado di: - condurre analisi empiriche sull’evoluzione dei settori e sull’eterogeneità delle imprese tra, e dentro i settori industriali; - analizzare gli effetti delle politiche industriali e della regolamentazione sull’evoluzione di settori e imprese La valutazione del raggiungimento di tali obiettivi avverrà tramite la valutazione di esercitazioni svolte in aula e la valutazione dei lavori di gruppo. 3) Autonomia di giudizio Lo studente avrà sviluppato una consapevolezza critica tale da dare giudizi di valore sull’efficacia delle politiche industriali. 4) Abilità comunicative Attraverso le esercitazioni e le esposizioni orali previste nei lavori gruppo lo studente acquisirà la capacità di sintesi e le abilità comunicative necessarie per parlare in pubblico. 5) Capacità di apprendimento La complementarietà tra acquisizione delle conoscenze teoriche e loro messa in pratica attraverso gli strumenti dell’analisi empirica consentirà agli studenti di acquisire un metodo di lavoro che sarà utile per la professione futura.

Contenuti Del Corso

Il corso si occupa della struttura, della dinamica e dell’evoluzione dei settori industriali. Crescita delle imprese (legge di Gibrat), struttura di mercato, determinanti dell’entrata e uscita delle imprese da un settore e ciclo di vita dell’industria, saranno oggetto della prima parte del corso. Si proseguirà poi con le principali teorie sull’imprenditorialità, con lo studio dei modelli settoriali di innovazione e con la disamina delle caratteristiche della quarta rivoluzione industriale. Ognuno di questi argomenti avrà una parte pratico-applicativa consistente in esercitazioni con dati sull’industria manifatturiera italiana.

Testi Di Riferimento

Dinamiche Industriali di Francesca Lotti e Valentina Meliciani, Il Mulino editore. Materiale aggiuntivo trattato in classe e messo a disposizione attraverso le slides Le letture indicate in programma sono utili per l’approfondimento ma non obbligatorie

Metodologie Didattiche

Il corso si compone di lezioni frontali, discussione in classe, esercitazioni e un lavoro da svolgere in gruppo con altri studenti e che sarà presentato in classe alla fine del corso.

Modalità di verifica dell'apprendimento

La verifica dell’apprendimento per i frequentanti si compone di una valutazione in itinere (basata sul contenuto del lavoro di gruppo e sulla sua presentazione) che concorre alla determinazione del voto per il 33% e su una prova orale finale (67%). Nel dettaglio: Ogni gruppo, nelle ultime tre settimane di corso, avrà 30 minuti per presentare un lavoro di fronte a tutta la classe (valutazione complessiva lavoro di gruppo, 33%). Ogni studente deve presentare 3 slides (durata 3 minuti). La valutazione in trentesimi peserà per un 20% sul gruppo nel complesso, per il restante 13% sulla presentazione individuale. 3) Esame orale finale (67%), basato su 3 domande (circa 15 minuti). Due domande di carattere teorico su tutto il programma spiegato in classe, una domanda di carattere pratico-applicativo sulle cose fatte durante le esercitazioni. Tutte le valutazioni saranno in trentesimi (0-30). A queste si applicherà un peso in base alla percentuale stabilita. L’esame per i non frequentanti sarà un esame orale complessivo che peserà per il 100% sul voto finale. Si compone di 4 domande, 30 minuti in totale (valutazione in trentesimi)  Il programma sarà: L’intero programma del corso Il libro “La nuova rivoluzione delle macchine” di Andrew McAfee e Erik Brynjolfsson, 2017, Feltrinelli. L’articolo: Economia Digitale, Riccardo Cristadoro, Banca d’Italia, (2019), disponibile online https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/focus-on/2019/FocusOn_1_2019.pdf

Criteri per l’assegnazione dell’elaborato finale

In generale, un interesse per l'argomento. Da uno studente di laurea magistrale ci aspettiamo: 1) capacità di proporre una tesi riconducibile agli argomenti o agli strumenti presentati durante il corso; 2) capacità di condurre analisi quantitative; 3) iniziativa e pensiero critico nell'utilizzo di dati e risorse bibliografiche.

Settimana 1

Sessione 1 Le teorie sulla struttura di mercato (parte1) Sessione 2 Le teorie sulla struttura di mercato (parte2) Letture: J.Sutton (2006), Market Structure: Theory and Evidence, Handbook of Industrial Organization Rossi-Hansberg, E., and M. L. J. Wright,(2007). "Establishment Size Dynamics in the Aggregate Economy." American Economic Review, 97(5): 1639-1666.

Settimana 2

Sessione 1 La distribuzione dimensionale delle imprese e la legge di Gibrat (parte 1) Letture: Rossi-Hansberg, E., and M. L. J. Wright,(2007). "Establishment Size Dynamics in the Aggregate Economy." American Economic Review, 97(5): 1639-1666. * Lotti, F., E. Santarelli and M. Vivarelli, (2003). "Does Gibrat's Law hold among young, small firms?," Journal of Evolutionary Economics, Springer, vol. 13(3), pages 213-235, August. * D.B. Audretsch& L. Klomp& E. Santarelli& A.R. Thurik, 2004. "Gibrat's Law: Are the Services Different?," Review of Industrial Organization, Springer, vol. 24(3), pages 301-324, 05. *Lotti, F., E. Santarelli and M. Vivarelli (2009), Defending Gibrat’s Law as a long-run regularity, Small Business Economic Journal, 32, 31-44. Sessione 2: Esercitazioni con analisi empiriche e indicatori delle teorie sulla struttura di mercato.

Settimana 3

Sessione 1 La teoria profit-driven sull’entrata delle imprese, principali critiche e fatti stilizzati Letture: *Capitolo 12, Cabral, Economia Industriale (2018), Entrata, uscita e comportamento strategico *Garavaglia,(2014), Analisi delle determinanti dell’entrata di nuove imprese nei settori industriali: una rassegna, LIUC Papers n. 144 Sessione 2 Esercitazioni sulla Legge di Gibrat

Settimana 4

Sessione 1 Innovazioni e ciclo di vita delle industrie: il modello di Klepper. Letture: * Klepper, S, 1996. "Entry, Exit, Growth, and Innovation over the Product Life Cycle," American Economic Review, American Economic Association, vol. 86(3), pages 562-83, June. Sessione 2 Esercitazione su teoria profit driven e sulla dinamica delle imprese

Settimana 5

Sessione 1 La teoria dello shakeout dei settori industriali Letture: Klepper, S. & Miller, J. H., 1995. "Entry, exit, and shakeouts in the United States in new manufactured products," International Journal of Industrial Organization, Elsevier, vol. 13(4), pages 567-591, December. Sessione 2 Esercitazioni su ciclo di vita dell’industria: studi di caso

Settimana 6

Sessione 1 Settori industriali e regimi tecnologici: i modelli di Pavitt (1984) e Audrescht (1995). Letture: *Pavitt, K. (1984), ‘Sectoral Patterns of Technical Change: Towards a Taxonomy and a Theory’, Research Policy, vol. 13, pp. 343–73. *Audretsch, D. B. (1995). The propensity to exit and innovation. Review of Industrial Organization, 10(5), 589-605. Sessione 2 Esercitazioni sulla Tassonomia di Pavitt.

Settimana 7

Sessione 1 Pattern schumpeteriani dell’innovazione e regimi tecnologici di Malerba e Orsenigo Letture: *Malerba, Franco & Orsenigo, Luigi, 2014. Regimi tecnologici e pattern settoriali di innovazione, in Economia dell’innovazione, a cura di F. Malerba Sessione 2 Nuove tecnologie e cambiamento strutturale: La quarta rivoluzione industriale Letture: *McAfee, Andrew and Erik Brynjolfsson. "Big Data: The Management Revolution". Harvard Business Review, October 2012. *Brynjolfsson, Erik, and Andrew McAfee, "Winning the Race with Ever-Smarter Machines" MIT Sloan Management Review, Winter 2012. *Gordon, Robert (2012). 'Is US economic growth over? Faltering innovation confronts the six headwinds', CEPR Policy Insight No 63.

Settimana 8

Sessione 1 Cambiamento strutturale, innovazione, lavoro e disuguaglianze Letture * Vivarelli M. (2014) Innovation, Employment and Skills in Advanced and Developing Countries: A Survey of Economic Literature, Journal of Economic Issues *Acemoglu, D. & Autor, D. (2012). What does human capital do? A review of Goldin and Katz's The race between education and technology. Journal of Economic Literature, 50(2), 426-63. *Arntz, M., T. Gregory, and U. Zierahn (2016). The Risk of Automation for Jobs in OECD Countries: A Comparative Analysis. OECD Social, Employment and Migration Working Papers, No. 189, OECD Publishing. *Frey, C. B. and Osborne, M. A. (2017). The future of employment: How susceptible are jobs to computerization? Technological Forecasting & Social Change, 114:254–280. Sessione 2 Esercitazione su impatto dei nuovi robot industriali e diseguaglianze (parte 1)

Settimana 9

Sessione 1 Tecnologie concorrenti e reti Letture: *Lissoni, F. (2014) “Tecnologie concorrenti e rendimenti crescenti da adozione” in Economia dell’innovazione, a cura di F. Malerba. Sessione 2 Esercitazione su impatto dei nuovi robot industriali e diseguaglianze (parte 2)

Settimana 10

Sessione 1 Le teorie sull’imprenditorialità (parte 1) Letture: *Lazear, E. (2005), "Entrepreneurship," Journal of Labor Economics, 23:4. p649. *Ardagna, S. and Lusardi, A., 2008. Explaining international differences in entrepreneurship: The role of individual characteristics and regulatory constraints (No. w14012). National Bureau of Economic Research. Sessione 2 Presentazioni lavori di Gruppo

Settimana 11

Sessione 1 Le teorie sull’imprenditorialità (parte 2) Letture: Fritsch, M. and Mueller, P., 2008. The effect of new business formation on regional development over time: the case of Germany. Small Business Economics, 30(1), pp.15-29. Fritsch, M. and Schroeter, A., 2011. Does quality make a difference? Employment effects of high-and low-quality start-ups. Sessione 2 Presentazioni lavori di Gruppo

Settimana 12

Sessione 1 Investimenti verdi e politiche industriali Letture: Kalantzis, F., H. Schweiger, and S. Dominguez. 2022. “Green Investment by Firms: Finance or Climate Driven?” Policy Research Working Paper 10064, World Bank. Damiani, M., Pompei, F., & Ricci, A. (2025). Green Transition and Industrial Relations at the Workplace: Evidence From Italian Firms. British Journal of Industrial Relations, 63(2), 323-340. Sessione 2 Presentazioni lavori di Gruppo