Obiettivi formativi
Il corso ha l’obiettivo di fornire agli studenti una solida preparazione giuridica con focus sulle procedure concorsuali, sulla ristrutturazione del debito e sulla gestione dell’insolvenza. Il percorso formativo mira a sviluppare competenze teoriche e pratiche per affrontare le problematiche connesse alla crisi aziendale, con un approccio interdisciplinare che integra aspetti di diritto commerciale e fallimentare ed elementi di diritto civile.
Prerequisiti
Conoscenza del diritto commerciale e civile.
Risultati di apprendimento attesi
Al termine del corso, gli studenti avranno acquisito una conoscenza approfondita della normativa in materia di procedure concorsuali, strumenti di risanamento e gestione dell’insolvenza. Saranno in grado di analizzare e interpretare casi concreti relativi alle crisi aziendali. Gli studenti svilupperanno competenze critiche e operative per collaborare in contesti professionali che richiedano la gestione di situazioni complesse legate alle crisi d’impresa sia in ambito giudiziale che stragiudiziale.
Contenuti Del Corso
Le lezioni del corso, dopo una ampia premessa sull’abrogata legge fallimentare e sull’iter che ha portato all’approvazione del nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, avrà ad oggetto lo studio della riforma attraverso l’esame approfondito ed analitico di tutti gli istituti rientranti nel D. Lgs. 14/2019 (come modificato dal D. Lgs. 13 settembre 2024 n. 136 entrato in vigore il 28 settembre 2024). Il percorso didattico seguirà un approccio sistematico, con attenzione tanto agli aspetti teorici quanto a quelli applicativi, al fine di formare professionisti in grado di affrontare con competenza le problematiche legate alla crisi e all’insolvenza delle imprese. Il corso prevede, anche, l’analisi di casi giurisprudenziali e prassi applicative, oltre a esercitazioni e simulazioni pratiche, volte a consolidare la comprensione degli strumenti giuridici studiati e a preparare gli studenti all’applicazione operativa della normativa nella realtà professionale.
In particolare, durante il corso saranno affrontati i seguenti argomenti:
La composizione negoziata della crisi (artt. 12 e ss. CCI), nuovo istituto centrale nella gestione precoce delle difficoltà aziendali, finalizzato a favorire la continuità aziendale attraverso un percorso volontario e riservato. Il corso analizza il ruolo dell’esperto indipendente, le modalità di accesso, le misure protettive e premiali, nonché gli strumenti a disposizione dell’imprenditore per negoziare accordi con i creditori.
Gli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza, quali i piani attestati di risanamento, gli accordi di ristrutturazione del debito, il piano di ristrutturazione soggetto a omologazione e il concordato preventivo, con approfondimento sulle diverse tipologie (in continuità diretta o indiretta, liquidatorio) e sulle novità introdotte per semplificare le procedure e renderle più efficienti.
La liquidazione giudiziale, nuova denominazione del fallimento, con studio dei presupposti oggettivi e soggettivi, del procedimento di apertura, della formazione dello stato passivo, delle operazioni di liquidazione e riparto, nonché della chiusura della procedura. Si analizzeranno le misure introdotte dal correttivo per accelerare e razionalizzare le tempistiche.
Le procedure da sovraindebitamento, come la ristrutturazione dei debiti del consumatore, il concordato minore e la liquidazione controllata del debitore civile.
Il ruolo e le responsabilità degli organi societari nella prevenzione e nella gestione della crisi, con riferimento agli obblighi di conservazione del patrimonio sociale, all’adozione di assetti organizzativi adeguati e alla responsabilità degli amministratori in caso di aggravamento dello stato di crisi.
I contratti pendenti nella liquidazione giudiziale e nel concordato preventivo, con particolare attenzione al regime di continuità o scioglimento, alle facoltà del curatore e del debitore in concordato e alla tutela delle controparti contrattuali.
I rapporti tra liquidazione giudiziale e misure cautelari penali
In particolare, verrà trattato il principio di prevalenza delle misure cautelari reali rispetto alla liquidazione giudiziale e viceversa in caso di sequestro preventivo cd impeditivo o di sequestro conservativo, con particolare riguardo anche al coordinamento tra il codice della crisi ed il codice antimafia.
Testi Di Riferimento
Il Nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’insolvenza - Analisi e Commento, II Edizione: di S. Della Rocca e F. Grieco, Wolters Kluwer – Cedam (cap. I, III, IV, V, VI, VII, IX).
Gli studenti dovranno munirsi, anche, del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Ulteriore materiale didattico verrà fornito dalla cattedra durante le lezioni.
Metodologie Didattiche
L’insegnamento di 6 CFU si svolgerà in lezioni didattiche frontali di 3 ore in base al calendario Accademico.
Le metodologie didattiche adottate durante il corso mirano a garantire un apprendimento solido, critico e applicativo della materia, combinando l’insegnamento teorico con l’approccio pratico-professionale. Le lezioni frontali costituiranno il nucleo principale dell’attività didattica con l’obiettivo di fornire agli studenti un quadro sistematico e approfondito della normativa e dei principi che regolano la crisi e l’insolvenza dell’impresa. A queste si affiancheranno:
L’analisi di casi giurisprudenziali e prassi operative utili a comprendere l’applicazione concreta delle norme e a sviluppare capacità critiche nell’interpretazione delle decisioni giudiziarie.
Simulazioni ed esercitazioni pratiche, tra cui la redazione di atti giuridici e la simulazione di procedure (concordato, liquidazione giudiziale, ecc.), volte a favorire l’acquisizione di competenze operative e l’autonomia nel problem solving;
Attività in piccoli gruppi e discussione guidata, volte a stimolare il confronto, il lavoro di squadra e la capacità di argomentare soluzioni giuridiche in contesti complessi.
Queste metodologie intendono promuovere un apprendimento attivo e consapevole, in linea con le esigenze del mondo professionale e con gli obiettivi formativi del corso.
L’assidua partecipazione dello studente verrà presa in debita considerazione ai fini della valutazione finale. Gli studenti che frequenteranno almeno il 75% delle lezioni potranno sostenere l’esame sulla base di un programma specifico, concordato con il docente, che terrà conto dei temi affrontati durante le lezioni.
Durante tutto l’anno accademico verrà assicurata assistenza agli studenti attraverso l’attività di tutoraggio.
Modalità di verifica dell'apprendimento
L’apprendimento verrà verificato attraverso una prova d’esame finale consistente in un colloquio orale teso a valutare la capacità dello studente di analizzare, argomentare e applicare le nozioni apprese.
La valutazione terrà conto:
della conoscenza teorica degli istituti oggetto del corso;
della capacità di collegare i vari aspetti sistematici della disciplina;
della chiarezza espositiva, della precisione terminologica e della capacità argomentativa;
dell’eventuale capacità di risolvere casi concreti, anche attraverso il richiamo a orientamenti giurisprudenziali e prassi operative.
La valutazione dell’apprendimento prevede l’attribuzione di un voto finale espresso in trentesimi determinato dalla valutazione complessiva della prova e dalla verifica del livello di raggiungimento dei risultati di apprendimento conseguiti.
Criteri per l’assegnazione dell’elaborato finale
L’assegnazione dell’elaborato finale avverrà su richiesta dello studente e previa disponibilità del docente relatore. La scelta dell’argomento sarà concordata con il docente, tenendo conto:
dell’interesse manifestato dallo studente per specifici temi affrontati durante il corso;
della coerenza con il percorso formativo dello studente e con eventuali esperienze professionali o di tirocinio;
dell’attualità e rilevanza giuridica dell’argomento proposto;
della fattibilità dell’elaborazione in relazione ai tempi e agli strumenti a disposizione.
L’argomento scelto dovrà essere sviluppato con rigore metodologico, chiarezza espositiva e capacità critica.
Settimana 1
Introduzione: dalla legge fallimentare al codice della crisi d’impresa.
Il concetto di crisi e di insolvenza: aspetti economico-aziendali e giuridici.
Funzioni giuridiche ed economico-aziendali degli assetti organizzativi adeguati.
Gli assetti organizzativi, amministrativi e contabili: princìpi generali e linee di indirizzo per la relativa valutazione.
L’equilibrio economico-finanziario e gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario.
Dalle procedure di allerta alla composizione negoziata per la soluzione della crisi di impresa.
Natura giuridica della composizione negoziata.
L’ambito di applicazione soggettivo e oggettivo.
Il procedimento.
L’esperto. Nomina, funzioni, responsabilità.
Le misure protettive.
Settimana 2
Prime applicazioni giurisprudenziali: una rassegna.
Sospensione degli obblighi e cause di scioglimento della società ex artt. 2446 e 2447 c.c.
Gestione dell’impresa in pendenza delle trattative e conservazione degli effetti.
Autorizzazioni del Tribunale e conservazione degli effetti.
Le trattative nei gruppi di imprese.
La conclusione delle trattative.
Il concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio all’esito della composizione negoziata.
Le imprese sottosoglia.
Uno sguardo ai primi dati sulla composizione negoziata.
Settimana 3
Analisi di casi giurisprudenziali recenti, simulazioni pratiche e redazione di un’istanza di accesso alla procedura di composizione negoziata
Settimana 4
Introduzione agli strumenti di regolazione della crisi.
Gli accordi di ristrutturazione dei debiti e l’evoluzione normativa: dal vecchio art. 182 bis L.F. agli artt. 57 e ss. del Codice della Crisi
Requisiti soggettivi e oggettivi.
Contenuto del piano economico-finanziario e documentazione allegata.
L’attestazione del professionista indipendente.
Modifiche e rinegoziazioni degli accordi.
Effetti su coobbligati e soci.
L’accordo di ristrutturazione agevolato e le condizioni per l’accesso.
Settimana 5
L’accordo di ristrutturazione ad efficacia estesa e le condizioni di ammissibilità.
L’accordo ad efficacia estesa verso banche ed intermediari finanziari.
Procedura di omologazione e ruolo del tribunale.
L’omologazione forzosa (Cram Down).
La convenzione di moratoria e la transazione su debiti contributivi e previdenziali.
Il piano di ristrutturazione soggetto a omologazione: introduzione.
Presupposti soggettivi e oggettivi di accesso.
La deroga agli artt. 2740 e 2741 c.c.
L’attestazione.
Settimana 6
La formazione del consenso dei creditori e le classi.
La procedura di deposito della domanda di omologazione e il ruolo del Tribunale nella verifica di regolarità procedurale e sostanziale del piano.
La mancata approvazione di tutte le classi.
La procedura di conversione in concordato preventivo.
Settimana 7
Il concordato preventivo e l’evoluzione storica: dalla Legge Fallimentare al Codice della Crisi.
Finalità e principi ispiratori del concordato preventivo.
Panoramica delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 136/2024.
Accesso alla procedura e domanda “prenotativa”.
Il concordato in continuità e quello liquidatorio
I contratti pendenti.
La classificazione e il trattamento dei creditori.
Proposte concorrenti e votazione
La procedura di omologazione del concordato preventivo: ristrutturazione trasversale e omologazione forzosa
Il ruolo del tribunale.
Il valore di liquidazione e l’escussione delle garanzie pubbliche.
Settimana 8
Analisi di casi giurisprudenziali recenti, simulazioni pratiche e redazione di una proposta di concordato preventivo
Settimana 9
Le procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento: il percorso normativo della riforma e i nuovi presupposti soggettivi e oggettivi.
Il sovraindebitamento del nucleo familiare.
La ristrutturazione dei debiti del consumatore.
Il concordato minore.
La Liquidazione controllata.
L’esdebitazione.
Settimana 10
La liquidazione giudiziale: evoluzione normativa: dalla vecchia Legge Fallimentare al Codice della Crisi.
Finalità della liquidazione giudiziale e principi generali.
Ambito applicativo e soggetti interessati alla liquidazione giudiziale.
Presupposti per l'apertura della liquidazione giudiziale: lo stato di insolvenza.
Criteri di accertamento giudiziale dell'insolvenza.
Legittimazione alla richiesta di apertura (creditori, imprenditore, Pubblico Ministero).
Gli organi della procedura e loro funzioni.
Tribunale e Giudice Delegato: compiti, poteri e responsabilità.
Curatore: requisiti, nomina, revoca e compiti gestionali
Comitato dei creditori: composizione, funzioni e rapporti con il curatore
Effetti della liquidazione giudiziale sull’impresa e sul debitore.
Formazione dello stato passivo e relative modalità di accertamento.
Settimana 11
La liquidazione e la distribuzione dell’attivo.
Inventario, stima e programma di liquidazione.
Procedure competitive di vendita e assegnazione dei beni.
Rendiconto e piano di riparto: predisposizione, approvazione e opposizioni.
Riparti parziali e riparto finale dell’attivo: criteri e priorità.
Azioni revocatorie, recuperatorie e risarcitorie.
La disciplina delle azioni revocatorie: presupposti e termini decadenziali.
La disciplina delle azioni di responsabilità verso gli organi sociali.
Le azioni risarcitorie e cautelari per la tutela del patrimonio del debitore
La chiusura della procedura e l’esdebitazione.
Settimana 12
Il Codice antimafia e il Codice della crisi: inquadramento.
Il principio di prevalenza delle misure cautelari reali rispetto alla liquidazione giudiziale.
Il principio di prevalenza della liquidazione giudiziale in caso di sequestro preventivo cd impeditivo o di sequestro conservativo.
La legittimazione del curatore.
Gli strumenti di regolazione della crisi utilizzabili dall'amministratore giudiziario.