La Tempesta
Nella Tempesta, prima del naufragio, Gonzalo chiede al Nostromo di ritrovare la calma e quest’ultimo gli risponde: “Quando sarà calmo il mare.” Ma di quale mare sta parlando? Forse dell’Atlantico o del Mare del Nord? Affatto. Il mare in questione è il Mediterraneo, un mare che probabilmente Shakespeare conosceva soltanto attraverso i libri. Ma questo gli basta per sceglierlo come sfondo e cornice di tante sue opere, dal Sogno di una notte di mezza estate a Molto rumore per nulla, dal Racconto d’inverno a La dodicesima notte e alla La Tempesta per l’appunto; un mare che le riunisce tutte e non stupiamoci allora se l’isola in cui approdano i naufraghi è abitata anche da alcuni dei personaggi di queste commedie.
La tempesta (economica? sociale? politica? culturale?) scatenata da Prospero travolge l’ordine, rimette in discussione le gerarchie sociali, crea caos, spaesamento, confusione. “Non ci fu alcuno che non sentisse la febbre del delirio e che non commettesse inconsulti atti di disperazione” racconta Ariele nella seconda scena del primo atto. La Tempesta mette in discussione il potere costituito: chi può governare? La sovranità è necessaria? “Importa assai del re a questi colpi di mare furibondi” grida il Nostromo. Le parole di un capo sembrano non servire più a nulla…
E questo può essere possibile solo su un’isola, luogo altro, alternativo, aperto alle sperimentazioni… proprio come la descriveGonzalo: “Niente più confini, nessun sovrano, tutto in comune!”. L’isola diventa palcoscenico in cui il sottile limite tra illusione e realtà sembra svanire. Uomini, mostri, bestie, fantasmi vivranno un’appassionante resa dei conti orchestrata da Prospero-Shakespeare, il grande mago al quale ubbidiscono gli elementi, al cui ordine le tombe si aprono lasciando uscire i morti, che riesce ad oscurare il sole a mezzogiorno, a far tacere i venti, a creare magiche melodie.
“L’isola è piena di canti, di suoni e di dolci melodie che dilettano e non fanno male” spiega Calibano ai due ubriaconi Stefano e Trinculo. E queste musiche saranno le canzoni di uno dei musical più famosi della storia del cinema, HAIR, un inno alla libertà e all’amore: “Quando la luna entrerà nella settima casa e Giove si allineerà con Marte, allora la pace guiderà il pianeta.”
Così inizia Acquarius e questa pace evocata rimanda a quell’orizzonte di speranza venata di malinconia che chiude la commedia: “Noi siamo della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, e la nostra breve vita è circondata da un sonno.”
Tutto questo è la Tempesta… e forse anche qualcos’altro che scopriremo e costruiremo insieme agli studenti che vorranno avventurarsi in questo viaggio verso un’isola misteriosa in cui le ombre e i sogni sembrano molto più concreti degli esseri umani.
Ferdinando Ceriani
Il Laboratorio di teatro ha inizio nel mese di novembre e termina nel mese di maggio con l'allestimento di uno spettacolo finale. Possono partecipare al laboratorio tutti i membri della Comunità Luiss che abbiano in essere un rapporto istituzionale con l'Università.
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giovedì 23 maggio 2024
martedì 28 maggio 2024
giovedì 30 maggio 2024
Le lezioni si svolgeranno dalle ore 20:00 alle ore 22:30 in Aula Nocco, Via Parenzo, 11.
Le tre repliche dello spettacolo finale saranno messe in scena presso il Teatro Parioli (via Giosuè Borsi, 20) il 3, 4, 5 giugno 2024.